Pakistan, l’Onu lancia nuovo allarme alluvioni

Una zona alluvionata del Pakistan

IL PAKISTAN E LE ALLUVIONI – Un anno dopo le abbondanti alluvioni in Pakistan – che hanno devastato un quinto della popolazione pakistana, costringendo all’esodo circa 20milioni di persone e causando 1750 morti – ancora 2 milioni di persone vivono in aree a rischio, per via dei ritardi nella ricostruzione delle zone devastate. Il bilancio è aggravato dal fatto che, a partire da mercoledì scorso, quasi 1 milione di persone è stato costretto a lasciare la propria abitazione a causa di nuove devastanti alluvioni che hanno colpito alcuni distretti della provincia del Sindh (nel Pakistan meridionale).

Oggi le Nazioni Unite lanciano un allarme da Islamabad, e il portavoce per gli affari umanitari Maurizio Giuliano dichiara:  “C’è urgente bisogno di ridurre la vulnerabilità di queste famiglie con adeguati lavori di contenimento dei fiumi, del canali di irrigazioni e dei bacini idrici”, per il quale la situazione più critica si registra al momento nei distretti di Thatta e Qambar-Shadadkot. “L’Onu sta consegnando gli aiuti il più velocemente possibile, ma i danni provocati dalle alluvioni superano la nostra capacità di risposta”, ha aggiunto Giuliano.  Secondo un rapporto delll’Ong Oxfam ci sono ancora 800 mila senza tetto nel Paese.

Le Nazioni Unite hanno inoltre fatto sapere che non hanno intenzione di ridurre le loro operazioni dopo le minacce da parte dei talebani, dopo che il Dipartimento di stato americano ieri ha confermato l’esistenza di un rischio concreto di attacchi: “Non possiamo permetterci di essere intimiditi da minacce o voci di minacce. Abbiamo una sola agenda, quella di salvare vite umane, e crediamo che questa sia un’agenda globale che dovrebbe essere condivisa da tutta l’umanità”.

Annarita Favilla