Svezia: i giovani si allontanano dalla democrazia

Una veduta di Stoccolma

LA SVEZIA E LA DEMOCRAZIA – Segnali di una democrazia che scricchiola o nulla più di una fase giovanile destinata a sfumare col passare degli anni? Sarà il tempo a dirlo, ma intanto i risultati di un sondaggio condotto sui giovani svedesi lasciano un po’ perplessi. Oltre il 25% di loro pensa che sarebbe cosa buona per la Svezia essere un paese meno democratico, governato da un leader forte o persino dittatoriale, che non tenga conto del Parlamento o addirittura delle elezioni. Inoltre più di un quarto dei giovani dice di essere disposto a dare il proprio voto a un politico in cambio di un posto di lavoro per sé, un amico o un parente. Il 21% degli intervistati tra i 18 e i 29 anni ha detto che per una somma di denaro venderebbe il proprio voto. La percentuale scende al 2% per gli over 40. Tra le generazioni più anziane, è il 97% quello che ritiene fondamentali i valori della democrazia.

Gli alcuni analisti dicono di essere preoccupati: colgono nella società segnali pericolosi per le fondamenta della democrazia in Svezia. Perché tutto questo? Secondo Steffan Lindberg, direttore della svedese World Values Survey, una spiegazione va ricercata nella scuola, dove si impartisce un’idea ‘meccanica’ della democrazia. Se a questo si aggiunge la perdita di fiducia nei confronti del partiti, il gioco è fatto. L’approccio delle giovani generazioni, spiega Lindberg, è di tipo individualista: spetta alla scuola e ai mezzi di comunicazione spiegare e diffondere i vantaggi della democrazia.

Antonio Scafati