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Interviste Esclusive

giovedì, settembre 29th, 2011

Elio Carchidi, intervista al fotografo delle celebrità: lo Studio154, l’uso di Photoshop e… Monica Bellucci

 

INTERVISTA ELIO CARCHIDI – Caro Elio, lieti di ospitarti su Direttanews. Sei un noto fotografo di fama nazionale: raccontaci cosa ti ha spinto ad intraprendere una carriera di questo tipo….

Innazitutto grazie per avermi ospitato sul vostro prestigioso news-magazine. Passo subito a rispondere alla tua prima domanda. Provo a farlo con la maggiore sincerità e obiettività possibile. La motivazione più forte che mi ha spinto ad intraprendere questo mestiere è stata di certo la mia vanità. Non avrei mai potuto accettare che l’essere miope (vedere cioè peggio degli altri) potesse rappresentare per me motivo di handicap. Sin da quando all’età di sei anni ho scoperto che attraverso due lenti il mondo poteva apparirmi più bello, più luminoso, più colorato ma sopratutto diverso, ho capito che non avrei avuto altra scelta per poter sopravvivere meglio in questo mondo di m…are, terra e cielo. Nella fase adolescenziale però le motivazioni sono un pò cambiate, diciamo che si sono evolute! Avevo scoperto che le ragazze erano attratte da questo mio “ruolo” di grande appassionato di fotografia. Ai loro occhi (ingenui) apparivo come colui che avrebbe potuto contribuire ad esaltare la loro bellezza e la loro femminilità. Molte, quindi, mi concedevano le loro attenzioni ma…  Solo sino alla fine dello shooting fotografico, poi si ricominciava daccapo. Capisci che a questo punto avevo capito che quella era la “via di Damasco”. Avevo fatto “Bingo”. Cosa potevo volere di più? Poi le cose iniziano un pò così, tu le insegui con testardaggine, studiando, approfondendo e allora arriva qualcuno che è disposto a pagarti per farti divertire. Pensa che fortuna!

Sei titolare dello studio fotografico “Studio 154”: spiegaci quali sono i servizi che offri ai clienti che si rivolgono a te…..

Lo studio fotografico “Studio154” in origine era “banalmente” il mio studio privato ma nel tempo si è trasformato in una sorta di officina della Fotografia Professionale e Amatoriale. L’idea ha preso forma spontaneamente come conseguenza logica della mia diretta e pluridecennale esperienza lavorativa, vissuta molto intensamente nel settore della Fotografia di Beauty e di Moda. Uno dei problemi che quasi sempre io stesso mi trovavo a dover affrontare era quello di dover gestire la fase organizzativa del Servizio Fotografico che è sempre la più faticosa. Trovare le giuste attrezzature fotografiche adatte alla specifica circostanza, gli accessori per l’allestimento del set, i fondali, le modelle il truccatore etc. Questo comportava un grande spreco di energie che ti faceva arrivare esausto al momento dello scatto fotografico rischiando di metterti nell’imbarazzante condizione di non poter soddisfare appieno le aspettative del committente soprattutto quando spolpando i budget questi si riducevano all’osso lasciandoti anche poco margine di guadagno. Ma il rischio più serio era quello di compromettere la mia affidabilità e la mia reputazione. Ecco, alla luce di quanto vissuto da me in prima persona nasce STUDIO154. Quest’ultimo viene incontro a queste esigenze in maniera efficace ottimizzando i costi di produzione e riducendo al minimo l’impegno del fotografo o della produzione offrendo vari benefici ai fotografi e alle produzioni. Delegando la nostra struttura a svolgere per intero questi noiosi compiti il fotografo può quello concentrarsi sul proprio lavoro creativo evitando di caricarsi di inutili fardelli. E poi in ultimo (ma primo per importanza) il professionista rivolgendosi a noi può usufruire di un’ampia gamma di prodotti, di servizi, di attrezzature fotografiche e di studi fotografici tra i quali scegliere per avere i quali, altrimenti, dovrebbe investire decine di migliaia di euro senza avere la certezza che potranno soddisfare di volta in volta le sue esigenze e soprattutto assumendosi il rischio certo di una perdita economica dovuta all’alto livello di obsolescenza. I nostri clienti sono i fotografi professionisti, le case di produzione, le case editrici, le agenzie pubblicitarie, i fotoamatori oppure gli studenti di fotografia ma non di rado capita anche che si rivolgano a noi famiglie e giovani che desiderano divertirsi occasionalmente a sperimentare con la fotografia. Chiunque abbia bisogno di noleggiare attrezzature fotografiche, uno studio fotografico oppure desidera usufruire dell’assistenza o della consulenza di collaboratori specializzati nei vari settori siano essi assistenti fotografi, assistenti digitali, truccatori, parrucchieri e/o altro. Ti faccio un esempio tipico: il cliente Bulgari, piuttosto che la prestigiosa rivista Marie Claire, commissiona al fotografo Fabrizio Ferri  un servizio fotografico da realizzare a Roma. Lui che normalmente vive a New York ci contatta telefonicamente o via email (direttamente o tramite il suo assistente) inviandoci una lista di tutto quello di cui ha bisogno e che vorrà trovare pronto al suo arrivo (attrezzature, accessori, studio fotografico, locations etc) dandoci semplici indicazioni di come vorrebbe che il tutto fosse organizzato. Il nostro compito è quello di mettere in piedi il suo set fotografico nella migliore maniera possibile, in pochi giorni o addirittura in poche ore semplicemente sulla base di quelle indicazioni.

Comprendi che questo richiede da parte nostra grande competenza e affidabilità e il fotografo deve potersi fidare di noi pienamente. Al fotografo non deve rimanere null’altro da fare che concentrarsi sugli aspetti creativi e realizzativi!

Ti faccio un altro semplice esempio abbastanza comune: un giovane fotografo (o un appassionato di fotografia) che si sta avviando alla Professione vuole (saggiamente) evitare di investire decine di migliaia di euro in costose attrezzature soggette a rapidissima obsolescenza volendosi regalare la possibilità di testare un’ampia varietà di prodotti.

Cosa fa? Semplice, noleggia a costi accessibilissimi le nostre attrezzature fotografiche operando con strumenti di massima qualità che altrimenti non potrebbe concedersi. Questa opportunità gli offrirà tra l’altro l’occasione in futuro di poter fare la scelta più oculata per se stesso, cioè la possibilità di scegliere adattando i propri investimenti alle sue esigenze personali. Insomma, STUDIO154 rende facile il fare fotografia sia che si tratti di professionisti che di fotoamatori e/o di studenti o di semplici appassionati di fotografia o addirittura di famiglie e privati. Dedichiamo inoltre molta attenzione alla didattica e alla formazione organizzando occasionalmente workshop e corsi fotografici. Ovviamente siamo già molto attivi anche nella realizzazione di servizi fotografici di alta qualità.

Quali sono stati i principali modelli ispirativi che ti hanno maggiormente influenzato nel corso della tua attività?

Non è facile rispondere a questa domanda considerando il fatto che ho avuto molti modelli. Alcuni rientrano nella categoria dei “Grandi Maestri della Fotografia”. Te ne potrei elencare a migliaia anche tra quelli che ho incontrato in decenni di studio e di esperienza e con i quali ho avuto la fortuna di collaborare. Tra quelli che per ovvie ragioni anagrafiche non ho conosciuto indubbiamente spicca Ansel Adams. Lui rappresenta una pietra miliare a livello scolastico. Così come Helmut Newton, Henri Cartier Bresson, Sebastiao Salgado, Ferdinando Scianna etc.

Tra i più giovani e quindi tra quelli che ho avuto modo di conoscere di certo non posso non citare Giovanni Gastel, sia per la sua grande capacità creativa e tecnica che per le sue innate doti umane e di generosità. Così come Fabrizio Ferri per la sua determinazione e la sua serietà professionale. E poi c’è Mimmo (Mimmuzzo come lo chiamo io) il Cattarinich grande maestro della Fotografia ma anche maestro di vita. Peccato che con lui non condivida le idee politiche. E poi tanti, tanti altri più giovani e anche più bravi di me che oggi crescono sfuggendo al rischio delle mode e della mancanza di identità che è sempre in agguato dietro l’angolo.

In trent’anni hai fotografato le più grandi celebrità nazionali ed internazionali: raccontaci qualche episodio particolarmente curioso che ti è capitato in tutto questo tempo….

Ci tengo a dirti una cosa che ti garantisco non è retorica. Tra tutti quelli che ho fotografato (forse migliaia) pochi, davvero pochi mi hanno colpito in maniera particolare. Questo accade non per presunzione o distacco ma perché quando sei lì a dover ritrarre un soggetto, chiunque esso sia, sei molto concentrato sul tuo lavoro e un pò meno sulla persona che dovrai fotografare. Devi preoccuparti delle luci, del tempo di esposizione, il cavo che ti passa in mezzo ai piedi, la fotocellula che non funziona etc. Il momento magico arriva dopo. Il bello di questo lavoro è proprio quando inquadri attraverso l’obiettivo. Allora in quell’istante scopri di avere davanti una persona con le sue virtù, i suoi limiti e le sue “nudità”. In pochi attimi, volendo, potresti anche arrivare a scoprire il fondo della sua personalità. Se comunque devo proprio raccontarti una cosa curiosa te la racconto. In dieci (tra collaboratori, truccatori, stylist etc) attendevamo nel nostro studio, un pò emozionati e imbarazzati, Monica Bellucci. Tutti certi di un suo arrivo trionfale con autista e guardie del corpo al seguito. Alla fine arriva lei, da sola, dentro un taxi con in mano una semplice busta in plastica, struccata e semplicemente bella. Capita inoltre che la nostra portiera la blocca sul portone d’ingresso e, con tono minaccioso, le chiede dove va. Lei si giustifica e prosegue. L’altra cosa strana è stata vederla gustare insieme a noi un conditissimo tramezzino pieno di maionese e schifezze varie. E’ strano, te lo garantisco. Perché di norma siamo abituati a ben altro: autista con auto blu e occhiale scuro, agente a difesa dei bastioni e insalatina condita con olio Cuore. Ma è piacevolmente strano perché in queste occasioni capisci che quello che appare non sempre è esattamente quello che è. Con capitan Totti è accaduta la stessa cosa ma era più prevedibile…

Dal “Pupone” non ci potevamo attendere altro se non che genuinità (Nota bene: sono interista e quindi il mio non è un giudizio di parte!)…..

C’è uno scatto o un servizio fotografico ad un’artista di cui sei particolarmente orgoglioso?

Mi fai domande imbarazzanti! Che dirti? Tutti! Credo di avere scelto di dedicarmi  essenzialmente al ritratto fotografico, dopo una lunga e tormentata attività multiforme di fotografo, solo dopo aver ritratto Claudia Koll.L’ho fotografata decine di volte in varie circostanze ed ogni volta per me è stata una scoperta. Ma anche Amanda Lear mi ha lasciato molto e poi Dino Zoff mi ha emozionato veramente che ha rappresentato il mio mito da bambino e poi da adulto.

Dacci un giudizio sull’uso che fanno i fotografi del programma Photoshop…. Non ritieni esagerato che alcuni professionisti abusino di questo programma per rendere una foto “perfetta” e con caratteristiche non reali, quando si potrebbe soltanto cercare di modificare leggermente l’immagine?

Prima di risponderti è bene che tu sappia alcune cose. Ho acquistato il primo Macintosh (128k di ram) nel 1986, 35 anni  fa or sono. Nel 1991 è arrivato sul mercato il primo Photoshop versione Mac (in lingua inglese) ed è subito stato mio. Dal 1995 a pochi anni fa ho lavorato intensamente con questo software ricavandone anche benefici economici.Ma l’ho fatto in tempi non sospetti e in maniera consapevole. Questo per dirti che per questioni anagrafiche e di storia professionale ho da tanto tempo superato la crisi mistica e modaiola legata al Photoshop. L’uso di Photoshop è imprescindibile nella fotografia di Beauty e/o nella fotografia pubblicitaria dove l’asetticità dell’immagine diventa un’esigenza per ovvie ragioni di comunicazione. In questo caso questo software rimane molto utile visto che rende molto più agevole il lavoro del fotografo nella fase di ottimizzazione e pulizia dell’immagine. Questi sono contesti professionali dove il fotografo fa un utilizzo mirato di questo strumento poiché prima di tutto lui conosce bene il suo mestiere che è quello di  disegnare con la luce e che si consuma nella fase della ripresa. Per il resto questo software (come del resto tutta le nuove tecnologie digitali di ripresa fotografica) stanno avendo degli effetti devastanti sull’originaria professione di fotografo. Questi effetti li osservo soprattutto nel caso di giovani fotografi che si formano nella convinzione di dover prestare maggiore attenzione all’aspetto feticistico di questo lavoro (megapixel, dualcore, Mhz, versione 5 o versione 6) che non a quello puramente tecnico che dovrebbe basarsi sullo studio e l’approfondimento del metodo, dell’ inquadratura, della composizione, e dei cromatismi etc. E’ lo stesso effetto che provo osservando una bella ragazza, bella di suo, oppure guardarndone una reduce da importanti ritocchini chirurgici. Non ho dubbi, preferisco la prima! Va bene la fantasia ma quando è troppo è troppo! Di certo è una questione di gusti ma anche di buon senso.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti lavorativi in corso e dei prossimi mesi?

Voglio essere sincero. In questa fase sto vivendo un periodo in cui provo una certa disaffezione nei confronti della fotografia vera e propria e cioè di quello che è lo stare dietro una macchina fotografica. Mi sto molto di più appassionando alla gestione della mia nuova attività imprenditoriale e cioè a curare tutti gli aspetti organizzativi e di crescita del mio studio fotografico in quanto fornitore di servizi per i fotografi; quindi nel mio futuro più immediato vedo solo STUDIO154. Di certo in programma c’è anche qualche realizzazione fotografica. Ma ad esse ho richiesto soddisfacessero due essenziali caratteristiche: essere piacevoli e redditizie. Sto anche lavorando alla stesura di un “particolare” manuale di Fotografia (l’ennesimo, dirai tu) che pubblicherò credo nei prossimi mesi e che penso sarà molto ma molto interessante per tutti, principianti ed esperti.

Come vedi il tuo futuro (professionale e non) tra dieci anni? Hai ancora sogni nel cassetto che desideri realizzare?

Il mio futuro nella fotografia? Non voglio nemmeno pensarci… Posso solo dire che quando (raramente) ci penso mi auguro di poter diventare come quei vecchi pittori ritrattisti che nel ‘900 con l’avvento della fotografia hanno avuto la passione, la forza e la costanza di proseguire nel loro lavoro trasformandolo al punto di farlo divenire pura forma espressiva e quindi arte. Ma non ci penso. Ho tante di quelle passioni e di quegli interessi che ho poco tempo per concentrarmi su un solo aspetto della mia vita.

Raccontaci com’è Elio Carchidi nella vita di tutti i giorni….

Oddio, che domanda oscena! Allora la prima risposta è per quelli ai quali piace il fotografo perché è trendy, fashion e cool ed è questa: passo le mie giornate vagando da un evento all’altro, ho molti amici tra quelli i PR, ogni sera inauguro una discoteca e partecipo a numerosi parties organizzati tra Roma e New York. Vivo tra NY, Parigi, Madrid e Londra. Solo di tanto in tanto torno in Italia per deprimermi un pò e poi, al culmine della fase depressiva, frequento Rimini e Riccione e partecipo ad alcuni programmi tipo L’Isola dei Famosi e Uomini e Donne. Questa invece è la seconda risposta e può andar bene per chi se ne frega di sapere se è meglio avere un amico fotografo e/o alpinista o contadino: la mia passione più grande (inutile dirlo) è la mia famiglia, mia moglie e mio figlio. Solo in un secondo momento viene la fotografia e quindi il mio lavoro. Da decenni sono appassionato di Mac ed esperto di programmazione e conosco e studio vari linguaggi (php, perl). Passo dunque le mie giornate a lavorare, leggere, scrivere e studiare, qualche volta frequento amici. Sarò noioso ma ad alcuni piace molto la mia compagnia.

Simone Ciloni

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