Libia: Aisha Gheddafi chiede alla Corte Penale Internazionale di indagare sulla morte del padre

Aisha Gheddafi

LIBIA: AISHA GHEDDAFI SU MORTE PADRE – La figlia dell’ex rais libico Muammar Gheddafi, Aisha, ha inviato una lettera al Procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Luis Moreno Ocampo, per chiedere che venga aperta un’inchiesta sulla morte del padre e del fratello Mutassim.

L’avvocato di Aisha Gheddafi, Nick Kaufman, ha sottolineato che Muammar e Mutassim “vennero catturati vivi quando non rappresentavano più una minaccia per nessuno”, ma furono tuttavia uccisi. “Se i vostri uffici non stanno indagando su questi crimini – ha scritto nella lettera a Ocampo il legale di Aisha -, potreste spiegare perché e quali misure avete adottato per garantire che le autorità libiche indaghino sulla questione in modo appropriato e nel rispetto degli standard investigativi internazionali?”.

Dopo la morte di Muammar Gheddafi, ucciso il 20 ottobre scorso a Sirte da un gruppo di insorti, dopo che il convoglio sul quale viaggiava fu stato fatto saltare dalle bombe degli aerei Nato, era stato proprio l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo a chiedere l’apertura di una inchiesta sulla vicenda. L’ex rais libico fu ucciso da un colpo di arma da fuoco alla testa, ma l’autopsia non ha precisato se sparato da una distanza ravvicinata o da lontano. Il giorno della cattura, tutti media internazionali mostrarono le immagini video di un Gheddafi ancora vivo, sanguinante e implorante pietà, mentre veniva circondato dai ribelli che lo schiaffeggiavano e sbeffeggiavano. Di lì a poco il rais libico sarebbe morto.

 

Redazione