Monti, assieme ad altri 11 leader, chiede a Bruxelles di lavorare sulla crescita

Mario Monti

MONTI CHIEDE RIFORME ALL’UE – E’ notizia di poche ore fa l’invio di una missiva da parte di alcuni leader dei paesi appartenenti all’UE indirizzata al capo della Commissione Europea Barroso e al presidente Herman Van Rompuy. La lettera, che reca tra i firmatari anche il presidente del consiglio italiano Mario Monti, chiede alle autorità dell’Unione di adottare nuove misure e nuovi piani per favorire la crescita economica e ristabilire la fiducia nei mercati all’interno del continente.

Con questo documento, alcuni tra premier europei fanno esplicita domanda per una modifica delle pratiche adottate dalle istituzioni comunitaria al fine di fronteggiare la crisi. Si richiede l’attuazione di un ampio programma riformistico in stile neoliberista che superi il severo sistema di imposizione dell’austerity proposto dalla Merkel lo scorso anno ed ampiamente attuato fino ad oggi.

Non tutti i leader hanno sottoscritto la lettera, redatta per iniziativa dell’inglese David Cameron, dello stesso Monti e di Mark Rutte. Oltre a Gran Bretagna, Italia ed Olanda, hanno firmato Estonia, Lettonia, Finlandia, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia e Polonia, mentre si sono astenuti i restanti Paesi, tra i quali, spiccano i nomi di Francia e Germania.

Rivolgendosi anche ai premier che non hanno contrassegnato la missiva, gli altri leader scrivono: “Chiediamo a voi e al Consiglio Europeo di rispondere all’appello dei nostri popoli per le riforme e di aiutare a ristabilire la loro fiducia nella capacità dell’Europa di assicurare una crescita forte e sostenibile”.

I punti del programma proposto nella lettera sono del tutto simili a quelli che il governo dei tecnici italiano sta tentando di attuare nel nostro Paese: rinvigorimento dei mercati tramite la soppressione delle norme che regolano la competitività e ricorso a liberalizzazioni e privatizzazioni, modifiche e riforme in materia di lavoro che puntino alla flessibilità e alla mobilità, taglio al numero delle professioni  ed investimento nel mercato comunitario. “Competitività” e “modernizzazione”, sono i principi portanti del progetto proposto.

 

Redazione