Reddito di cittadinanza: le richieste dei precari all’interno della manifestazione Fiom

I PRECARI CHIEDONO IL REDDITO DI CITTADINANZA – Oggi in tantissimi hanno affollato le vie di Roma per partecipare alla manifestazione indetta dalla Fiom in concomitanza con lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici. Il momento di protesta è stato organizzato dal sindacato per esprimere disappunto nei confronti delle politiche governative che in questo periodo stanno mettendo in discussione i diritti fondamentali dei lavoratori. Difesa dell’articolo 18 e revisione delle pratiche aziendali antisindacali attuate sulla linea del modello Marchionne sono le principali tematiche che hanno caratterizzato il corteo.

Ma a solidarizzare con le lotte degli operai Fiom oggi sono stati anche i tanti precari, studenti e lavoratori autonomi che hanno portato alla manifestazione un contributo importante ed hanno arricchito la protesta costituendo uno spezzone che reclamava l’istituzione del cosiddetto reddito di cittadinanza.

La tematica sul reddito da molto tempo è presente nelle rivendicazioni dei movimenti studenteschi e sociali che animano la vita politica del nostro Paese ed è stata assunta a simbolo delle lotte dei giovani e lavoratori cosiddetti non garantiti i quali in Italia non godono di alcuna tutela. In un’epoca i governi che si succedono tentano modifiche del mercato del lavoro che vanno in direzione della flessibilità più sfrenata, non esistono in Italia, al contrario di quanto succede nel resto d’Europa, quegli ammortizzatori sociali che consentono a tutti coloro i quali svolgono attività a tempo determinato o precarie di usufruire di un contributo minimo offerto dallo Stato al proprio mantenimento.

Mentre i nostri politici fanno tanto riferimento ai modelli occupazionali flessibili che propongono gli altri paesi appartenenti all’UE, non si considera che le istituzioni estere nella quasi totalità dei casi prevedono all’interno del proprio ordinamento una forma di reddito di cittadinanza volto a tutelare l’esistenza e l’attività di chi, proprio a causa delle forme di precarietà che caratterizzano la vita lavorativa in questa fase storica, rimangono sprovvisti di occupazione. L’Italia, assieme alla Grecia, è l’unico stato interno all’UE che non affida ai propri cittadini alcun tipo di benefit sociale.

Dalla Francia all’Inghilterra, passando per la Germania, fino ad arrivare alla Spagna, il reddito minimo è una realtà: i francesi disoccupati con più di 25 anni ottengono assegni pari a circa 425 euro mensili, cifra che aumenta considerevolmente nel caso questi individui fossero inseriti in un contesto familiare; i cittadini inglesi che hanno compiuto 18 anni e si trovano senza lavoro ricevono dallo Stato tra i 300 e i 350 euro mensili e alloggio gratuito; lo stesso per i tedeschi ai quali vengono recapitati 345 euro più i soldi per coprire affitto e bollette.

La battaglia sul reddito è una battaglia di civiltà ed è significativo che i precari siano scesi in piazza oggi uniti a fianco dei lavoratori salariati e garantiti della Fiom. Perché la lotta per l’ottenimento di un reddito minimo non può essere disgiunta da quella in difesa dei diritti fondamentali già conquistati dai lavoratori.

 

Nicoletta Mandolini