Patagonia: un gruppo di poeti in cammino per la difesa del territorio del Chubut

PATAGONIA: MARCIA DEI POETI CONTRO LA MINIERA – Nelle terre desolate e selvagge della Patagonia, regione alle estremità meridionali dell’Argentina, un gruppo di poeti e artisti ha deciso di proporre un’interessante e particolare iniziativa in difesa del territorio. Da qualche anno le comunità della località a nord della Patagonia denominata Chubut, si stanno mobilitando contro un progetto che prevede la costruzione di una imponente miniera a cielo aperto che prevede di sfigurare l’assetto naturalistico della zona. Dato anche il forte valore inquinante dell’operazione, che contempla l’utilizzo di ingenti quantità di cianuro e il dispendio di molte risorse idriche, le popolazioni locali avevano fatto ricorso allo strumento politico del plebiscito con il quale si era decretata l’inattuabilità del progetto. In Argentina esiste inoltre una legge specifica per la zona del Chubut, la cosiddetta Ley 5001, che impedisce di costruire miniere per l’estrazione di metallo a cielo aperto.

A nulla sono però valsi gli sforzi della popolazione e le norme stabilite.  La compagnia costruttrice della miniera sta avanzando con il proprio disegno e non sembra voler retrocedere.  Per questo motivo il gruppo di poeti e artisti ha scelto una nuova forma di protesta ed ha indetto da qualche giorno una marcia che di 400 km nella zona.

Proprio oggi il gruppo dovrebbe raggiungere il punto d’arrivo della camminata, la cittadina di Esquel.  Poco prima di intraprendere il percorso, uno degli organizzatori della marcia, Bruno Di Benedetto, letterato argentino originario di Buenos Aires che ora vive in Patagonia, aveva spiegato gli intenti principali dell’evento: “Saremo in contatto con le popolazioni dei piccoli centri e delle zone rurali che ci apprestiamo ad attraversare, gente che sta soffrendo sulla propria pelle gli effetti dell’esproprio minerario”.

 

Redazione online