L’inquisizione è davvero scomparsa? La caccia alle streghe non è terminata…

El sueno de la razon

STREGHE ERETICI E INQUISIZIONE – Ammalianti creature della notte, abili a creare filtri o incantesimi, temibili divoratrici di bambini, in volo a cavallo di una scopa, in combutta col Demonio, immancabilmente accompagnate da un gatto nero…questa è l’immagine per eccellenza se pensiamo alla parola strega.

A partire dal tardo Medioevo un’iniziale caccia agli eretici, che si allontanavano dalla chiesa cattolica, si trasformò in una sistematica persecuzione contro la stregoneria e la caccia alle streghe si protrasse per quasi 4 secoli.

Eretici prima, streghe poi, vennero inquadrati come adepti del Diavolo anche grazie al “Malleus Maleficarum” (Martello delle Streghe) opera dei domenicani Insitor Kramer e Sprenger che può essere considerata un’enciclopedia di demonologia, un vero e proprio manuale per gli inquisitori, progettato per individuare ed eliminare le streghe. Proprio la terza ed ultima parte del libro, la più conosciuta, descrive le procedure (o meglio, torture) da applicare per far confessare una strega.

L’Inquisizione si lanciò dunque contro gli eretici, prevalentemente uomini, ma principalmente contro le streghe, per la maggioranza donne, colpevoli, secondo le teorie dei due domenicani, di essere dissolute, volubili e più vendicative degli uomini.
Accusate di aver sottoscritto un patto col Diavolo, acquisendo così poteri demoniaci, le donne rappresentavano per la società dell’epoca una minaccia.
Una minaccia non tanto per i suddetti poteri, bensì perché, tra le colpe di cui le vediamo accusate, possiamo ravvisare alcune verità.
Tra le streghe è infatti possibile riconoscere non soltanto le emarginate, diverse e solitarie, ma anche donne non convenzionali, più libere, che vennero marchiate come lascive e seduttrici, le fattucchiere abili ad utilizzare i rimedi naturali e le erbe per curare le malattie (i temuti filtri magici).
La “Stryx” che dapprincipio era stata considerata una sacerdotessa, saggia e guaritrice, un’autorità a cui il popolo si rivolgeva, si trasformò rapidamente in creatura del Male, da torturare, condannare e bruciare sul rogo.
L’autorità riconosciuta dal popolo a queste figure era inammissibile per la Chiesa, che si adoperò per cancellarle e diventare l’unica detentrice del potere della conoscenza.
Un tempo era facile essere ritenuta una strega: era sufficiente essere diversi da ciò che veniva considerato normale, in un mondo in cui ignoranza e superstizione la facevano da padrone bastavano poche calunnie a far nascere dei sospetti.
E oggi che cosa è cambiato, l’Inquisizione è davvero scomparsa?
La caccia alle streghe non è terminata, è rimasta immutata. La caccia all’emarginato, al diverso, è sempre all’ordine del giorno, in un’epoca in cui non possiamo nemmeno nasconderci dietro la scusa dell’ignoranza.
Tuttavia quanta superstizione ancora ci accompagna? Quanti di voi non aprono mai l’ombrello in casa o si fermano in strada se l’ha prima attraversata un gatto nero?
Come scrisse De Filippo, “Non è vero, ma ci credo”.
Le streghe esistono, sono sempre esistite, e ancora oggi è facile trovare chi si avvale di antichi riti e cerimonie per propiziare il Bene o per provocare il Male.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Silvia Ferraro