Strage di Denver: James Holmes verso la condanna a morte, parenti delle vittime in aula

James Holmes (Getty Images)

 

 

STRAGE DI DENVER – James Holmes, il 24enne autore della strage di Denver in cui sono morte 12 persone innocenti, ieri è comparso per la prima volta dinanzi alla Corte, con uno sguardo vuoto, indecifrabile, triste, forse assopito dai sedativi, capelli rosso fuoco, quasi arancio. Nell’arco di mezz’ora il giudice della Corte distrettuale della Contea di Arapahoe, William Sylvester, ha ricordato a Holmes i suoi diritti e gli ha notificato di essere sospettato di omicidio di primo grado. In aula, anche una quarantina di parenti di vittime e feriti. Al termine dell’udienza la Corte ha annunciato che le accuse contro Holmes saranno formalizzate il prossimo 30 luglio e con tutta probabilità verrà chiesta la condanna a morte.

Al momento, nello stato del Colorado, ci sono appena tre detenuti nel braccio della morte, l’ultima esecuzione risale al 1976. In conferenza stampa all’esterno del tribunale di Centennial, periferia di Denver, il procuratore ha dichiarato che si consulterà con le famiglie delle vittime della strage prima di prendere la sua decisione definitiva. “Ci vorranno almeno due mesi per decidere – le parole della Chambers -. Ma, a questo punto, siamo tutti interessati a un processo giusto con un equo risultato per tutti quelli che ne sono coinvolti”. La polizia, intanto, continua a investigare alla ricerca di un movente per la strage che ancora non c’è. Finora l’improvvisato ‘Joker’ si è rifiutato di collaborare con la polizia nel chiarire i motivi della strage.

 

 

L.C.

 

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