Trattativa Stato-mafia, Antonio Di Pietro: “Bisogna cercare la verità senza guardare in faccia a nessuno”

Antonio Di Pietro (Getty Images)

 

 

TRATTATIVA STATO-MAFIA – Il leader di IdV, Antonio Di Pietro, ritorna a picconare sul tema della trattativa Stato-mafia che sarebbe avvenuta tra il 1992 al 1994, dopo che i pm hanno richiesto il rinvio a giudizio di 11 imputati, alcuni dei quali erano all’epoca dei fatti altissimi esponenti dello Stato. Tra questi anche Nicola Mancino, ex ministro degli Interni ed ex presidente del Senato, indagato per falsa testimonianza, insieme ad altre persone che, con la loro copertura, avrebbero impedito che la verità venisse a galla.

“Continuo a pensare che di fronte a un’ipotesi mostruosa come quella di una trattativa fra Stato e mafia, intessuta sulla pelle di magistrati, poliziotti e cittadini innocenti, non ci sia ragion di Stato che tenga – ha dichiarato l’ex pm Di Pietro -. Bisogna ricercare la verità senza guardare in faccia nessuno, come stanno facendo i magistrati di Palermo, ai quali va tutta la solidarietà mia e dell’Italia dei Valori”.

E il leader di Italia dei Valori invita tutte le cariche dello Stato, compreso il presidente Giorgio Napolitano, a non intralciare il lavoro dei magistrati Palermo, affinchè possano far luce su uno dei periodi più oscuri della nostra storia contemporanea: “La criminalità organizzata ha potuto prosperare sino a diventare il cancro che sta uccidendo l’Italia intera – ha ricordato Di Pietro -. Troppo a lungo il potere ha preferito chiudere tutti e due gli occhi prestando la propria complicità, sia direttamente che per omissione, e privilegiando una malintesa ragion di Stato sull’obbligo di far luce sulla verità – ha concluso – e di punire i colpevoli”.

 

Redazione

 

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