Il Pdl invoca Silvio Berlusconi. Dopo Monti nessuna maggioranza larga e omogenea

Silvio Berlusconi (Getty Images)

 

 

PDL – Gli esponenti del Popolo della libertà invocano a gran voce il ritorno di Silvio Berlusconi alla guida del partito, un passo più volte annunciato e ritrattato dallo stesso Cavaliere. Ma salvo colpi di scena ‘last minute’ dovrebbe essere lui a presentarsi nel ruolo di leader alle prossime elezioni del 2013, con un partito che cambierà nome e cercherà di dotarsi di una forte identità. L’ex ministro Claudio Scajola, in un’intervista al Messaggero, non ha dubbi: “Per unire e rendere il più possibile competitivo il Pdl, o quello che ne sarà, Berlusconi resta l’unico personaggio capace di motivare il nostro popolo”. E, dopo la modifica del Porcellum, “se ad aprile dalle urne non uscirà una maggioranza larga e omogenea capace di governare l’emergenza economica, le forze politiche responsabili dovranno difendere l’interesse del Paese come hanno fatto negli ultimi mesi”.

Dello stesso parere anche l’ex ministro Giancarlo Galan che, sulle pagine del quotidiano ‘La Stampa’, punta tutto sul Cavaliere, pur temendo l’impossibilità di trovare una maggioranza compatta e omogenea: “Secondo me basterebbe che Berlusconi adottasse un programma di poche grandi riforme, chiare, comprensibili, ispirate a una linea di autentica rivoluzione liberale . Le ammucchiate mi piacciono poco – conclude a proposito del dopo Monti -. Ciò premesso, non escludo e anzi, spiace dirlo, ritengo altamente probabile che ci attenda un’altra legislatura di transizione”.

 

Luigi Ciamburro

 

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