Caso Ilva: 13 indagati per corruzione e concussione, Girolamo Archinà sarebbe il principale artefice

Una veduta dell'acciaieria Ilva di Taranto (Getty Images)

 

 

CASO ILVA – Stamane i ministri Corrado Clini e Corrado Passera faranno visita alla città di Taranto per incontrare Regione, provincia, Comune, le sigle sindacali e i dirigenti dell’Ilva, al fine di trovare una soluzione all’acciaieria che si divide tra sostenitori della salute e del lavoro. Il piano del Governo Monti prevede tre punti per salvare i 20 mila posti di lavoro e la salute dei tarantini: si parla della possibilità di chiedere fondi europei per ammodernare gli impianti del siderurgico, della riqualificazione del porto industriale per attrarre investimenti stranieri, fino alla nuova autorizzazione integrata ambientale (Aia), la cui procedura di revisione sara’ chiusa il 30 settembre.

Intanto tredici persone tra politici e funzionari pubblici sono indagati a vario titolo per corruzione in atti giudiziari e concussione. L’inchiesta riguarda la presunta mazzetta data al consulente tecnico della procura Lorenzo Liberti da parte di Girolamo Archinà (licenziato una settimana fa…), passaggio di denaro fotografato all’interno di un Autogrill in provincia di Bari in data 26 marzo 2010.

Dice l’informativa dei finanzieri: “È evidente che l’Archinà, grazie alle sue conoscenze, riesce a perturbare l’operato degli enti pubblici riuscendo talvolta anche a pilotare i sopralluoghi e le verifiche presso Ilva”. Come si può ben vedere – annotano gli investigatori – è costante e sistematico l’intervento dell’Archinà verso alcuni soggetti delle istituzioni, che a loro volta lo assecondano quasi sempre, finalizzato a ridimensionare sempre gli impatti che le azioni amministrative possano avere verso il siderurgico tarantino.

 

Redazione

 

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