Movimento 5 Stelle irride la lotta all’evasione fiscale. Beppe Grillo: “Monti deve vergognarsi”

Beppe Grillo (Getty Images)

 

 

MOVIMENTO 5 STELLE – Dopo la dichiarazione di guerra di Mario Monti all’evasione fiscale, arriva puntuale l’approfondimento di Beppe Grillo dalle pagine del suo blog, che evidenzia le storture di un governo incapace di risolvere i problemi alla radice ed esclusivamente incentrato a tassare e colpire le classi medio-basse. Sull’evasione fiscale, dice il leader di 5 Stelle, “mi immagino il sarcasmo, per non dire il vero e proprio disprezzo, quando il Non Eletto incontra i capi di Stato europei (gli Eletti) – scrive Grillo -. Gli rinfacceranno sicuramente lo Scudo Fiscale che ha premiato gli evasori totali, tra i quali anche criminali e tesorieri di partito, con un miserabile 5% di sanzione. Lo faranno blu per la nostra legge sul falso in bilancio, una vera barzelletta. Lo distruggeranno – prosegue l’ex comico – per la mancanza di lotta alla corruzione che ci costa circa 100 miliardi di euro. Lo investiranno di insulti per l’inesistenza di una legge sul conflitto di interessi. Povero Monti, come deve vergognarsi”.

 

Figure così a livello internazionale nemmeno Bokassa. I partner europei vorrebbero dargli “assistenza finanziaria”, in sostanza comprare il debito pubblico italiano che cresce alla velocità della luce, ma l’evasione “contribuisce a indisporli” quando Monti si presenta con il piattino in mano.

Eppur sarebbe relativamente semplice, secondo Beppe Grillo, andare a stanare gli evasori per risanare il debito pubblico italiano: “Inizi dai bilanci dei partiti, da quelli delle cooperative di ogni colore, prenda in mano l’elenco degli scudati e gli faccia sputare ogni euro evaso con la stessa energia con la quale Equitalia si catapulta sui cittadini che non pagano, spesso per errore, qualche centinaio di euro – sottolinea Grillo -, faccia per decreto leggi anti corruzione e per punire severamente il falso in bilancio, risolva gli intrecci incestuosi della Borsa. I suoi partner europei gli sorrideranno”.

Ma invece il presidente del Consiglio preferisce andare a colpire il commercio al minuto e il mancato rilascio degli scontrini: “Mentre Rigor Montis è in guerra, le piccole e medie imprese aspettano circa centoventi miliardi di crediti dallo Stato, pagano le tasse più alte dell’Occidente (l’IRAP anche se l’azienda è in perdita), anticipano l’IVA senza spesso vedersi pagate le fatture. A centinaia di migliaia falliscono – conclude il leader del Movimento 5 Stelle – e chi può fugge all’estero, dalla Slovenia, all’Austria, alla Croazia, alla Svizzera. Paesi dove le aziende pagheranno ogni centesimo di tasse con il sorriso sulle labbra in cambio di assistenza e servizi senza uno Stato di polizia fiscale che bussi alla loro porta come se fossero dei delinquenti”.

 

Redazione

 

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