Governo Monti, piano crescita: riqualificazione aree urbane degradate e trivellazioni più facili, domani il Cdm

Mario Monti (Getty Images)

 

 

PIANO CRESCITA – Vacanze finite per il premier Mario Monti e domani si torna al lavoro con un Consiglio dei ministri che dovrà decidere le coordinate principali per dare avvio al ‘piano crescita’ e rilanciare l’economia italiana. Sul tavolo verranno presentati i dossier dei ministri, a cominciare dal programma in parte preannunciato da Corrado Passera e che riguarda imprese, infrastrutture, aeroporti, città, energia e digitale. Inoltre il viceministro allo Sviluppo, Mario Ciaccia, ha annunciato ieri l’esenzione dall’Iva sulle nuove opere infrastrutturali.

Tra le varie proposte al vaglio del Cdm ci sarà l’ipotesi di riqualificazione delle aree urbane degradate, un piano da 1,2 miliardi di euro e che dovrebbe interessare in primis Roma con il piano per Pietralata, Milano con Bovisa Gasometri e Porto di Mare, Napoli con l’area a ridosso del porto, Firenze per una parte della Leopolda, e tanto altro ancora.

Previsti anche dei provvedimenti per ovviare alla disoccupazione giovanile, anche se non esiste ufficialmente un piano ben preciso, ma è chiaro che il governo pensa a qualche misura di sostegno ai tanti senza lavoro (il 34% dei giovani). Così come a migliorare la formazione, valorizzando il merito e aprendo sempre più scuole e università italiane a esperienze all’estero. Si partirà, a breve, da una prima verifica sulla riforma Fornero del lavoro, e sul suo strumento principale, l’apprendistato.

Tempi più lunghi per il Piano energia, il cui debutto è atteso solo a fine anno, al pari del progetto sugli aeroporti. Il Piano, messo a punto dal ministero dello Sviluppo, è basato su una maggiore efficienza energetica e sul rilancio della produzione nazionale di idrocarburi, sebbene si necessiti di una revisione della normativa restrittiva delle trivellazioni (limite posto a 12 miglia dalla costa). Inoltre i permessi per le perforazioni petrolifere saranno più semplici. Mentre gli incentivi sulle energie rinnovabili, in ascesa nei Paesi più avanzati, subiranno ulteriori tagli.

 

Redazione

 

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