Berlusconi: Pdl minaccia tenuta del Governo. Nuovo processo su interdizione a ottobre

Silvio Berlusconi in Parlamento (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

I falchi del Pdl non demordano e in attesa della nuova seduta della Giunta per le elezioni del Senato per votare le proposte del relatore Andrea Augello, fissata per stasera alle ore 20,00, proseguono in un braccio di ferro in difesa del loro leader Silvio Berlusconi, tornando a “minacciare” la tenuta del Governo.

GIUNTA PER LE ELEZIONI
La bocciatura potrebbe aprire la strada per un percorso istituzionale con il quale si potrebbe arrivare all’incandidabilità di Berlusconi.
La decisione di riconvocare la Giunta è arrivata al termine di una riunione tesa tra il Pdl e Pd, Scelta civica e 5Stelle.
E così dopo le dichiarazioni di ieri di Renato Schifani questa mattina anche Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un’intervista ad “Uno Mattina” su Rai Uno, avrebbe evidenziato il pericolo di una manovra che potrebbe mettere in crisi la maggioranza del Governo: “Se il Partito democratico assieme ai grillini decide, già questa sera, di votare contro le pregiudiziali del relatore Augello, il Partito democratico fa decadere il governo Letta, molto semplicemente- sottolinea Brunetta. Non fa decadere il senatore Berlusconi, perché rompe la maggioranza. La Giunta per le elezioni o è un organo giurisdizionale, come un collegio di tribunale, e allora dovrebbe prendersi il suo tempo, avere i dubbi, valutare, leggere le carte, oppure si comporta in maniera politica. Se decide di comportarsi in maniera politica e di dire poche storie, fuori Berlusconi dalla vita politica, in maniera politica, fuori dal diritto, fuori dalla Costituzione, fuori dai dubbi che sono stati espressi, evidentemente prende una decisione politica, rompe la maggioranza e a questo punto manda a casa, il Pd manda a casa il governo Letta. Se il Partito democratico vota assieme a Grillo e assieme a Sel in Giunta per le elezioni, è il Partito democratico che prende una decisione politica di eliminare politicamente il leader del partito di maggioranza relativa che è Berlusconi, a prescindere da qualsiasi valutazione giuridica”, ha concluso Brunetta.

PROCESSO BIS MEDIASET
Intanto, è stata fissata al 19 ottobre alla III Corte di Appello di Milano, l’udienza del processo d’appello bis per rideterminare l’interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi.

Nell’ambito del processo sui diritti tv Mediaset, la Cassazione aveva condannato l’ex premier in via definitiva per frode fiscale, a quattro anni di carcere, di cui tre anni coperti dall’indulto. Ma in merito alla pena accessoria della interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, la Cassazione diede la disposizione alla Corte di Appello di Milano di ricalcolare la pena accessoria: quest’ultima, potrebbe diminuire da un massimo di tre anni fino a un minimo di 12 mesi.

Redazione