Crisi siriana, Quirico: “L’attacco Usa sarebbe un grave errore”

Domenico Quirico sorride all'arrivo a Ciampino (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Intervistato da SkyTg24, Domenico Quirico, il giornalista de ‘La Stampa’ liberato domenica in Siria dopo 5 mesi di prigionia, ha sostenuto: “Gli americani nella loro storia hanno fatto tantissimi errori negli ultimi anni. Ma fare un’azione di questo tipo, che di fatto aiuta l’arcipelago della jihad internazionale, sarebbe davvero un grave errore”.

Per questo motivo, Quirico è convinto che gli Usa non “arrivino davvero a bombardare la Siria”, aggiungendo: “I nostri carcerieri erano felici all’idea che ci potesse essere un bombardamento americano, erano felici di sapere che Bashar al Assad sarebbe stato liquidato”. La fobia post rapimento è ancora forte in Quirico, che racconta: “Stamani mi ha svegliato il rumore di un aereo in volo. Istintivamente mi sono abbassato, ho pensato che dovevo mettermi al riparo. Solo dopo pochi istanti ho realizzato che non ero in Siria, ero a casa. E’ stata una bella sensazione”.

Ha proseguito nel racconto Quirico, che ha oggi firmato un pezzo su ‘La Stampa’ coi particolari del suo rapimento: “Riprendo la mia vita, questi centocinquanta giorni non erano la mia vita, era un’altra cosa. Ho rivisto il panorama di casa mia, le cose che amo, i suoni e i rumori che ascoltavo tutti i giorni. So che potrò muovermi, uscire, camminare, correre, restare con la mia famiglia”.

Infine una battuta: “Vedere il premier Enrico Letta affianco ad Alfano è una cosa che non avrei mai immaginato, ma la politica è questa, rende possibile l’impossibile”.

Redazione online