11 settembre 1973: 40 anni dal golpe in Cile. Ricordo di Allende e vittime della dittatura

Muro delle vittime e dei Desaparecidos a Villa Grimaldi, Santiago del Cile (Getty Images)

Un’iniziativa organizzata sulle reti sociali, chiamata “Voler non vedere”, ha radunato un migliaio di persone al centro di Santiago del Cile per ricordare i 1.200 “desaparecidos”, le persone scomparse negli anni del regime di Augusto Pinochet.

La manifestazione è stata promossa in occasione della ricorrenza del golpe militare dell’11 settembre del 1973 che portò alla morte del presidente socialista Salvador Allende, che secondo la versione ufficiale si suicidò con una scarica di mitragliatrice.

Come ha ricordato Rainews, Allende, un anno prima di morire in un intervento alla conferenza dell’Organizzazioni delle Nazioni Unite denunciò il pericolo delle multinazionali: “Ci troviamo davanti a un vero scontro frontale tra le grandi corporazioni internazionali e gli Stati. Questi subiscono interferenze nelle decisioni fondamentali, politiche, economiche e militari da parte di organizzazioni mondiali che non dipendono da nessuno Stato. Per le loro attività non rispondono a nessun governo e non sono sottoposte al controllo di nessun Parlamento e di nessuna istituzione che rappresenti l’interesse collettivo. In poche parole, la struttura politica del mondo sta per essere sconvolta. Le grandi imprese multinazionali non solo attentano agli interessi dei Paesi in via di sviluppo, ma la loro azione incontrollata e dominatrice agisce anche nei Paesi industrializzati in cui hanno sede. La fiducia in noi stessi, che incrementa la nostra fede nei grandi valori dell’umanità, ci dà la certezza che questi valori dovranno prevalere e non potranno essere distrutti“, dichiarò Allende.

A Villa Grimaldi di Santiago del Cile, luogo di detenzione e di tortura all’epoca della dittatura, si è svolta la cerimonia di commemorazione del 40esimo anniversario dell morte di Allende ma anche in ricordo delle vittime: tra i presenti anche Michelle Bachelet Jeira, l’ex capo di Stato cileno (2006-2010) e candidata socialista alle presidenziali in programma a novembre.
La stessa Bachelet, nel 1975 fu vittima del rastrellamento della dittatura militare. Dal 1973 al 1990, saranno detenute illegalmente o torturate 38.254 persone, oltre 3200 persone furono uccise dalla polizia segreta cilena, mentre molte vittime, 1200, restano tutt’ora ‘desaparecidos.

Nel 1975, proprio a Villa Grimaldi, la Bachelet venne torturata dalla polizia segreta cilena. “Verità e giustizia sono necessarie per la pace e la riconciliazione. Ecco perché dovremmo continuare a migliorare la verità e migliorare la giustizia. E coloro che sono in possesso di informazioni rilevanti hanno l’obbligo morale di rivelarle”, ha dichiarato l’attuale capo di Stato, Sebastián Piñera.

Ad oggi, 262 persone sono state giudicate colpevoli di violazione dei diritti umani, mentre oltre 1000 sono ancora sotto processo.

Redazione