Decadenza Berlusconi, scontro sul calendario. Stefano: “Domani proporrò in Giunta una mediazione”

Dario Stefano (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Non si è raggiunto l’accordo sul voto finale sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, al termine dell’ufficio di presidenza della Giunta per le elezioni, presieduta da Dario Stefano, che ai cronisti ha sostenuto: “Domani, in apertura di seduta, cercherò di fare una proposta di mediazione che ottenga il via libera dalla più ampia maggioranza. Le posizioni non sono distantissime, pertanto penso che si possa arrivare per domani ad una decisione condivisa”.

Ha aggiunto Stefano: “Perché si è rotto nell’Ufficio di presidenza per un solo giorno di differenza? Sono posizioni che legittimamente sono state espresse. Non tocca a me commentare. Io posso praticarmi per trovare un’intesa che sia la più ampia possibile. L’intenzione di tutti è quella comunque di votare entro la prossima settimana, pertanto penso che ad un’intesa si possa ancora arrivare”.

Critico Giacomo Caliendo del Pdl: “Si doveva votare giovedì prossimo, adesso hanno proposto mercoledì. E’ veramente ridicolo”. Gli fa eco Mario Ferrara (Gal): “L’assurdità è che mentre ieri ci eravamo adeguati al fatto che annullando le pregiudiziali si potesse avviare una discussione, ora c’è stata una nuova accelerata, come se ci sia stato un ‘contrordine, compagni’ da parte di qualcuno”.

Di tutt’altro avviso Stefania Pezzopane del Partito Democratico: “Come Pd abbiamo fatto un buon lavoro ieri, ottimo, che ci consente di tenere un calendario fermo e nel rispetto del regolamento. Con la decisione di ieri, si è finalmente entrati nella discussione generale che con la seduta di giovedì e massimo un’altra seduta potrà esaurire il dibattito generale”. Ha aggiunto l’esponente democratica: “Abbiamo in Giunta professori, avvocati, magistrati, non credo che abbiamo bisogno di settimane per approfondire la relazione di Augello che sono nel dispositivo finale quattro righe”.

Ha spiegato Mario Giarrusso del Movimento 5 Stelle: “Noi proporremo di proseguire nei lavori nelle giornate di venerdì e di sabato e vedremo chi ci sta. Avevamo aderito alla tesi del Partito Democratico che è simile alla nostra. C’è una linea della legalità che ci vede concordi sull’immediatezza della decisione, non delle chiacchiere e dei rinvii”.

Polemico in commissione Enrico Buemi, esponente del Psi eletto nelle liste del Partito Democratico, che ha lasciato in anticipo la riunione dell’ufficio di presidenza: “Ci sono tra i sostenitori del governo Letta persone che vogliono farlo cadere e cercano tutte le occasioni per farlo. Che differenza c’è tra lunedì e giovedì? Che bisogno c’è di concentrare i tempi se non è questo l’obiettivo”. Di posizione “kafkiana, ridicola e pretestuosa” da parte di Buemi ha parlato la Pezzopane, replicando: “Mi sorprende che questa sia una posizione espressa da chi è stato eletto nelle nostre liste”.

Redazione online