Enrico Letta: “L’instabilità costa, non buttiamo via i sacrifici fatti”

Il premier Enrico Letta (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Intervenendo poco fa al Senato, il premier Enrico Letta – chiamato a riferire sul vertice del G20 a San Pietroburgo – ha sottolineato che con una crisi di governo pagheremmo un prezzo alto in termini di tassi di interesse sul debito. Scelte sbagliate possono costarci fino a un miliardo di euro”, pesando anche sui risultati ottenuti nei mesi scorsi, perché “ci vuole un attimo per buttare tutti i sacrifici fatti finora”. Ha spiegato Letta riferendosi al vertice di San Pietroburgo: “Siamo arrivati forti del lavoro collettivo svolto in questi mesi e in questi anni, e dei tanti sacrifici fatti con fatica dagli italiani. E siamo stati promossi per i risultati raggiunti: i sacrifici e il lavoro hanno trovato un ulteriore riconoscimento”.

Letta ha poi sottolineato come l’Italia non si sia presentata, per la prima volta dopo anni, al vertice del G20 come “sorvegliato speciale”, ma che “questo riconoscimento possiamo rovinarlo in un attimo basta che buttiamo via la stabilità conquistata con fatica e torniamo facilmente in condizione di grandissima difficoltà”, ribadendo al termine del suo ragionamento: “In questa aula ci accapigliamo, discutiamo per spostare 10 milioni, basta che facciamo le scelte giuste sul tema della stabilità e possono valere da qui alla fine dell’anno un miliardo secco”.

Dai lavori del G20 sarebbe poi arrivata – secondo il premier – “la conferma che seppur con tanta fatica conferma che l’economia mondiale sta uscendo dalla crisi. Per la prima volta non si è discusso di salvataggi, di debiti sovrani, di fibrillazioni dei mercati, ma di crescita, sviluppo e lavoro”. Infine, da parte di Letta una promessa: “Il taglio del costo del lavoro è il cuore della politica di crescita. Con il piano d’azione l’Italia ha assunto impegni netti per tagliare il costo del lavoro che confermo qui anche in vista della legge di stabilità”.

Redazione online