Grillo, paladino della “Res publica”: Fuori i delinquenti dal Parlamento

Beppe Grillo (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

E’ un Grillo più che mai determinato e arrabbiato: un Grillo che impiega ancora una volta parole forti e dure nel condannare un tipo di laicismo che ha prevalso ieri nell’aula della Camera de deputati nel corso del dibattito sulla riforma Costituzionale .

Il leader del Movimento 5 Stelle ha pubblicato oggi un post nel suo blog nel quale ha ribadito la richiesta avanzata ieri dai suoi parlamentari di “espellere i delinquenti dal Parlamento”.

Nel suo messaggio, Grillo ha riportato la reazione di alcuni deputati che, in sede della seduta alla Camera avrebbero dato dei “Moralisti del cazzo” in risposta ai parlamentari grillini che avevano chiesto appunto di “espellere i delinquenti”.

Una situazione politica tesa in cui il Governo è ad un bivio: da una parte la questione della “decadenza” di Silvio Berlusconi e dall’altra la riforma Costituzionale.

“I nominati del pdl e del pdmenoelle si sono indignati. E’ un paradosso che invece di accompagnare alla porta Berlusconi, un delinquente condannato in via definitiva, i nominati dai capibastone del pdmenoelle e dal truffatore fiscale, volessero buttare fuori noi, i cosiddetti moralisti (del cazzo). Siamo fieri di essere moralisti del cazzo e soprattutto di starvi sul cazzo”, controbatte il leader cinque stelle sollevando appunto una questione etica molto delicata sul ruolo e l’esempio che devono assumere al Governo.

“Il vostro tempo è finito, è questione di mesi e voi lo sapete, per questo reagite come un qualunque ladruncolo sorpreso con le mani nel sacco. Ieri sembravate tonni dentro una tonnara. Noi siamo i moralisti del cazzo, quelli che hanno rifiutato i rimborsi elettorali, che si sono tagliati gli stipendi, che hanno rinunciato alle auto blu”, prosegue Grillo in un vero e proprio pamphlet in cui ripercorre la linea del suo movimento che ha mostrato coerenza fin dal suo insediamento al Governo.

“Noi siamo i moralisti del cazzo che non vogliono condannati in Parlamento, che mantengono la parola data agli elettori, gli unici a votare alla Camera per la decadenza del Porcellum. Noi siamo i moralisti del cazzo che hanno votato contro l’acquisto dei cacciabombardieri F35, che hanno chiesto il ritiro delle nostre truppe dall’Afghanistan. Noi siamo i moralisti del cazzo che hanno chiesto conto alla RAI del miliardo di euro dato a cinque società esterne delle quali non viene reso noto neppure il nome. Noi siamo i moralisti del cazzo che vogliono restituire al Parlamento il suo ruolo che è espropriato dal governo con i decreti legge. Noi siamo i moralisti del cazzo e ne siamo fieri”.

Una fierezza sbandierata da Grillo che torna a criticare una “sorta di complicità” tra Pdl e Pd tesa a salvare il leader Berlusconi: “Senza questi moralisti del cazzo, il pdmenoelle avrebbe ancora una volta salvato il suo vero leader, Berlusconi, e non è detto che non ci riesca, di sicuro ci sta provando i tutti i modi con azzeccagarbugli e legulei in servizio permanente”.

“E’ vero, siamo moralisti del cazzo e vogliamo moralizzare la vita pubblica, il Parlamento, ogni Comune, ogni istituzione”, incalza Grillo affermando che il MoVimento Cinque Stelle e coloro che lo appoggiano vogliono “che l’onestà torni di moda, che i semafori rossi vengano rispettati, che i ladri finiscano in galera, che Camera e Senato diventino dei luoghi rispettabili e non dei postriboli della democrazia”.

Al termine del suo messaggio, il Grillo satirico ha ricordato che queste richieste provengono appunto dai cittadini, improvvisando alcuni versi: “Questi sono i cittadini a Cinque Stelle/ Occhio d’aquila, gamba di cicogna/ denti di lupo, baffi di spinoso/ alla canaglia grattano la rogna”.

Infine, il leader del Cinque Stelle ha ribadito di voler andare subito al voto per mandare fuori i delinquenti dal Parlamento.

Redazione