Letta ribadisce: senza mandato Onu nessun intervento militare dell’Italia in Siria

Enrico Letta (Getty Images)

Il presidente del Consiglio Enrico Letta, intervenendo oggi alla Camera dei Deputati, è stato netto e deciso sull’ipotesi di intervento militare in Siria: senza un prevenivo mandato dell’Onu l’Italia non parteciperà ad azioni militari contro il regime di Bashar al Assad. Affermazione che è stata accolta con un sentito applauso dall’emiciclo di Montecitorio.

Secondo il premier la soluzione politica alla crisi siriana è “una strada in salita”, ma che “resta possibile”. “Esiste ancora lo spazio angusto ma percorribile per impedire l’uso delle armi chimiche” in Siria ricorrendo a “sanzioni dure” e “misure di deterrenza”, che però non passino attraverso l’intervento militare. “Dobbiamo percorrerlo questo spazio – ha sottolineato – e il nostro governo sta lavorando in ogni sede per incoraggiare questa azione sul piano diplomatico”.

Letta ha ripetuto che l’Italia condanna l’uso delle armi chimiche in Siria, definendolo un “atto che si configura senza alcun dubbio come crimine contro l’umanità, che esige una sanzione dura, pronta, adeguata, della comunità internazionale“, ma non militare senza le Nazioni Unite. “La comunità internazionale – ha continuato – deve assumere in pieno le responsabilità che le sono proprie. Adottare subito misure di deterrenza per impedire l’uso di questi strumenti di morte, banditi dal diritto ma anche delle coscienza”. “Ora metteremo in atto ancora più sforzi perché il Consiglio di Sicurezza dell’Onu riesca ad adottare misure decisive per la deterrenza”, ha detto ancora il premier. Tra l’altro, l’opzione diplomatica al posto dell’intervento militare “è stata ulteriormente qualificata da qualche segnale incoraggiante – ha spiegato -, come la proposta della Russia sul controllo dell’arsenale chimico siriano“. Dunque “una soluzione politica resta possibile. E pur senza condonare il passato, la priorità ora è evitare che si ripeta l’uso delle armi chimiche”, ha precisato il premier.

“Siamo convinti  che nessuna delle parti in campo sia capace di prevalere nel conflitto: una politica negoziata è l’unica via praticabile per la stabilizzazione” della Siria e si deve “continuare a sostenere la conferenza di pace Ginevra 2”, la cui convocazione è “urgente e indispensabile”, ha concluso Letta.

Redazione