Ue, Barroso: “Segnale di ripersa non significa essere usciti dalla crisi”

Il Presidente della Commissione Ue Barroso al Parlamento europeo (Foto: FREDERICK FLORIN/AFP/Getty Images)

Nel suo Discorso sullo Stato dell’Unione davanti alla plenaria del parlamento europeo, il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso in merito ad alcuni segnali che fanno sperare in una “ripresa vicina” ha invitato i paesi dell’Unione europea a “non sopravvalutare i risultati positivi, ma nemmeno a sottovalutarli. Un bel trimestre non significa che siamo fuori da tempesta, ma che siamo sulla strada giusta”.

Barroso, in base ad una leggera ripresa del Pil ha evidenziato che “l’export rappresenta il 33% del Pil, livello mai raggiunto da quando c’è l’euro”.

“Abbiamo fatto molto dall’inizio della crisi. I nostri sforzi hanno cominciato a convincere i cittadini e i partner internazionali, gli spread si restringono, la fiducia dei mercati sta tornando, le prospettive dell’economia vanno bene, la fiducia migliora e i Paesi vulnerabili cominciano a vedere i risultati dei loro sforzi” ha poi riconosciuto Barroso che però sostiene che questi segnali non significano che la crisi sia finita e pertanto ha richiamato i paesi a non “cedere all’autocompiacimento”.

Barroso ha poi detto che la Ue deve “accelerare il ritmo delle riforme strutturali”. Infatti, stando a quanto riporta l’Ansa, il presidente della Commissione avrebbe annunciato che entro la fine del suo mandato presenterà un bozza per “una vera unione politica dell’Europa”.

Tra le varie azioni da intraprendere per garantire stabilità economico-finanziaria non solo quella politica ma anche il completamento dell’unione bancaria. E’ quanto ha sostenuto il presidente della Commissione Ue: “La nostra attenzione ora deve rivolgersi al meccanismo unico di risoluzione bancaria, per fare in modo che i contribuenti non siano i primi a pagare per le crisi bancarie e riportare il credito all’economia, alle piccole e medie imprese”.

Secondo Barroso, le colpe della crisi non sono da attribuire all’Europa ma bensì ai governi: “I veri errori non sono le politiche europee ma quelli dei governi. Amano nazionalizzare i successi ed europeizzare i fallimenti”.
Tanto che, come riporta il Fatto Quotidiano Barroso ha sostenuto che “è completamente falso che la Grecia sia vittima delle politiche di austerità imposte dall’Unione Europea”. Per Barroso, la Grecia ha pagato “il comportamento irresponsabile dei governi di Atene e senza il sostegno dell’Europa sarebbe completamente insolvente. E’ una caricatura presentare la politica europea come la politica del consolidamento fiscale. Non è l’Europa che ha creato la crisi, ma ne è una vittima”.

“L’Europa non è perfetta. Non voltate le spalle all’Europa, miglioratela”, ha auspicato Barroso che
ha poi affermato che la disoccupazione in Europa è “economicamente e politicamente insostenibile e socialmente inaccettabile”.
Per questo Barroso ha evidenziato “l’obiettivo prioritario dell’occupazione e della crescita” in seno all’Europa.

Redazione