Abu Omar, l’ex agente Cia Bob Lady ha chiesto la grazia a Napolitano

Abu Omar (Getty Images)

“Egregio Presidente Napolitano, come un ex funzionario consolare e rappresentante del mio paese, incaricato di mettere in atto le decisioni formulate e ordinate da ex alti funzionari americani, chiedo scusa a Lei, nella sua capacità di Presidente, e al popolo italiano, per la tensione che questa linea di condotta ha causato nelle relazioni bilaterali tra l’Italia e l’America. Io chiedo a Lei e all’Italia un perdono personale e legale”; con queste parole Robert Seldon Lady, l’ex agente Cia condannato per il sequestro dell’imam Abu Omar, ha chiesto ieri formalmente la grazia al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Secondo Bob Lady, la cooperazione tra Italia e Usa negli anni immediatamente successivi alla strage delle Twin Towers, attività “agli ordini di alti funzionari Usa in collaborazione con alti membri del governo italiano”, permise di “fermare molti piani terroristici”. Ha spiegato l’ex agente Cia: “Ho avuto accesso a informazioni confidenziali del governo italiano a seguito della mia attività di collaborazione con i servizi. Per montare una difesa adeguata avrei dovuto violare sia la legge degli Stati Uniti che quelle dell’Italia. Non ero allora e non sono adesso, disposto a farlo”.

In un’intervista a ‘La Stampa’, Bob Lady ha oggi sostenuto: “Il procuratore Spataro ha fatto un ottimo lavoro, ma basato su informazioni false. A quella operazione parteciparono molte più persone delle 23 condannate, e i ruoli erano diversi da quelli emersi nei processi. Molti agenti coinvolti sono venuti apposta dall’estero, e nessuno li ha mai identificati. Io non mi sono potuto difendere, perché per legge non potevo chiamare testimoni e dire quanto sapevo”.

Bob Lady ha inoltre affermato di esser stato contrario all’operazione che avrebbe poi portato al rapimento Abu Omar e ha raccontato: “Io stavo conducendo un’inchiesta su Abu Omar con la Digos, e se ci avessero lasciato finire, nel giro di tre mesi lo avremmo arrestato legalmente. Avevamo le prove che voleva, come dicevano nella sua moschea, ‘portare la violenza nelle strade d’Europa’. Reclutava, addestrava e finanziava i terroristi. Stava preparando un’azione coordinata, tipo gli attacchi di Madrid e Londra, che avrebbe potuto colpire Roma, Milano, Torino, Firenze e Bologna, dove gli estremisti islamici erano particolarmente irritati per un dipinto della cattedrale che insultava Maometto”.

Redazione online