Senatore democratico a Beppe Grillo: “Mi sono tagliato lo stipendio eppure sono del Pd”

Una manifestazione del Pd (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il senatore del Partito Democratico Francesco Russo ha pubblicato sul proprio profilo Facebook una lettera indirizzata a Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, in cui si legge: “Io mi sono tagliato lo stipendio, vengo in Aula in metropolitana, porto i miei figli a scuola in autobus, ho il 96% di presenze in Parlamento, non rubo, non ho conflitti d’interesse, non sono in Parlamento da 20 anni, mantengo la parola data, ho vinto la battaglia per abolire i fax dalla pubblica amministrazione, non voglio tornare a votare con il Porcellum. Eppure sono un senatore del PD e non del M5S”.

Russo, che ha lanciato anche l’hashtag su Twitter #eppuresonodelpd, si dice orgoglioso di far parte del Pd perché “il pluralismo è un valore e non un virus da debellare, i processi decisionali sono chiari e trasparenti, il candidato premier viene eletto da 3 milioni di persone, il mio leader non è né pregiudicato né condannato in via definitiva. Perciò se credi davvero che l’onestà debba tornare di moda e il Parlamento riconquistare la centralità decisionale perduta allora comincia a dare il buon esempio: smettila di parlare sempre tu a nome del Movimento e passa il testimone. Perché tu in Parlamento non ci sei. E perché, fino a prova contraria, quello condannato in via definitiva sei tu, non i parlamentari del Partito Democratico”.

Redazione online