Val Susa, in fiamme un’altra azienda che lavora per la Tav

Val di Susa, No Tav (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Ancora un altro atto dimostrativo contro un’azienda che opera per la costruzione della Tav, in Val Susa. Stanotte, infatti, ignoti avrebbero dato alle fiamme un container di proprietà della Italcoge, a Susa; danneggiata ma non distrutta anche una pala meccanica. Dai primi sopralluoghi, sarebbero state rilevate delle scritte No Tav intorno al cantiere.

I carabinieri della compagnia di Susa intervenuti sul posto hanno rilevato una ventina di bossoli di gas lacrimogeni depositati all’ingresso della cava, che potrebbero rappresentare – secondo le ipotesi investigative – una specie di firma del gesto. Si tratta della seconda volta che l’Italcoge viene colpita nel giro di pochi mesi e del 13esimo sabotaggio nei confronti di aziende che hanno collaborato o collaborano con la costruzione della Tav negli ultimi due mesi.

Secondo quanto si apprende, il titolare dell’azienda colpita, Ferdinando Lazzaro, aveva partecipato ieri sera a una trasmissione Rai, nel corso della quale aveva denunciato proprio il tentativo di sabotaggio nei confronti delle aziende che hanno appalti nei lavori di costruzione della Tav.

Su ‘La Stampa’ di oggi, intanto, c’è un pesante attacco al Movimento No Tav da parte di Cesare Martinetti, responsabile cultura del quotidiano torinese, che accusa: “C’è una cosa che bisogna sapere: in Valsusa il terrorismo c’è già. In una forma inedita, tra l’intimidazione ambientale di stampo mafioso e il cecchinaggio individuale di marca pre-brigatista, tra la opprimente Corleone di Riina e i caldissimi picchetti delle fabbriche nei primi Anni Settanta. Nei confronti delle cose (cantieri, macchine e macchinari, forze di polizia) si esercita con azioni militari. Nei confronti delle persone (che lavorano nel o intorno al cantiere) con minacce continue e ossessive”.

Redazione online