Dramma in Svizzera: socioterapeuta uccisa da stupratore seriale che aveva in cura

Il penitenziario di Champ Dollon (JEAN-PIERRE CLATOT/AFP/Getty Images)

Adeline Morel, una socioterapeuta di 34 anni dell’Ospedale Universitario di Ginevra, è stata uccisa da uno stupratore seriale, detenuto ma inserito in un programma di recupero. L’episodio è avvenuto ieri mattina intorno alle undici, quando la giovane donna, che è anche madre di una bambina di appena otto mesi, ha dato un passaggio in macchina al trentanovenne Fabrice Anthamatten, che sta scontando 10 anni di carcere nel carcere di Champ Dollon, a Ginevra, per aver violentato due donne, e accompagnarlo al corso di ippoterapia deciso dall’autorità giudiziaria per aiutarlo nel percorso di reinserimento sociale.

Purtroppo, al centro equestre di Versoix, dove l’uomo si sarebbe dovuto recare per seguire il corso ma non è mai arrivato, l’allarme è scattato soltanto nella serata di ieri e purtroppo soltanto stamattina è stato rinvenuto il corpo martoriato della socioterapeuta, mentre Anthamatten ha fatto perdere le sue tracce. La polizia svizzera ha subito lanciato l’allarme di una possibile fuga oltreconfine dell’uomo tant’è che nel pomeriggio a Weil am Rhein, in Germania, le teste di cuoio avrebbero circondato una casa nella quale era stato segnalato un sospetto.

E’ forte la disperazione e la rabbia della madre della giovane donna, che ha sostenuto: “Non è giusto, ci hanno portato via nostra figlia. Come hanno potuto lasciarla sola con lui?”. Si tratta dell’ennesimo grave episodio che vede vittime degli operatori sociali, impegnati nel recupero di detenuti e pregiudicati, in particolar modo di coloro che si sono resi responsabili di reati a sfondo sessuale. Grave la denuncia del deputato federale di Ginevra, Christian Luscher: “”Da noi vale ancora la tesi sessantottarda per cui si considera l’autore di un reato una vittima della società”.

Redazione online