Letta: debito pubblico incubo, per pagarlo si deve essere credibili

Il premier Enrico Letta (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Intervenendo a Torino, per la Settimana sociale dei cattolici italiani, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha parlato dei problemi dell’Italia, tra cui primeggia quello del debito pubblico insieme alle grandi responsabilità che comporta. “Il debito è il primo problema di questo paese – ha detto -. Ma per pagare i debiti bisogna essere credibili, perché nessuno ci compra il debito se non lo siamo. Ma se non ci comprano il debito, non ce la facciamo”, ha aggiunto il premier. “Il debito è un incubo per chi governa il Paese in questo momento. Il debito – ha continuato – è mangiarsi il futuro, vuol dire risolvere i problemi di oggi con le risorse dei nostri figli“. “E l’Italia oggi fatica – ha spiegato – perché in passato ha scelto questa strada. Le difficoltà di questi giorni riguardano proprio questo: pagare il nostro debito“.

Il Paese è credibile se mantiene i suoi impegni, con serietà, per questo dobbiamo impegnarci per continuare ad essere credibili, non dare l’idea che ogni giorno si è sull’orlo di un vulcano in ebollizione”, ha insistito Letta, con un evidente richiamo alle fibrillazioni interne alla maggioranza di governo sulla questione della decadenza di Silvio Berlusconi.

Il premier ha quindi elogiato la famiglia italiana per aver “attutito l’impatto della crisi”. L’intervento delle famiglie italiane “ha fatto sì che dal punto di vista di alcune dinamiche sociali” la crisi “fosse meno invasiva rispetto ad altri paesi europei, anche se da noi è stata più pesante”. “In questi anni così difficili proprio il ruolo svolto dalla famiglia,m superiore alle sue stesse forze, forse è servito per l’intera società italiana“, ha riconosciuto Enrico Letta.

Il presidente del Consiglio ha poi fatto mea culpa sulla scuola e le diseguaglianze sociali- “Sul diritto allo studio, e più in generale sulla scuola, l’Italia ha la coscienza sporca“, ha affermato. “Oggi il diritto allo studio è alla rovescia. Troppi giovani si laureano e poi non trovano lavoro. Bisogna assolutamente intervenire, il diritto allo studio è un caposaldo”, ha ricordato. Quindi, di nuovo sulla crisi economica nel nostro Paese, il premier ha detto che “c’è stato un cambiamento di tendenza”: “Adesso dobbiamo uscire dall’emergenza mettendo al centro l’educazione e un welfare che deve tener conto del peso che è stato assegnato alla famiglia“.

Infine la stoccata per Matteo Renzi, dopo le dichiarazioni del sindaco di Firenze alla trasmissione “Porta a Porta”: “Non è vero che non facciamo niente, facciamo una fatica enorme a tenere in piedi questo governo”.

Redazione