Crisi siriana, accordo Kerry-Lavrov sul disarmo chimico

Kerry e Lavrov a Ginevra (LARRY DOWNING/AFP/Getty Images)

E’ stato raggiunto nella tarda mattinata di oggi, a Ginevra, l’accordo tra Usa e Russia sul disarmo dell’arsenale chimico detenuto dal regime di Bashar al Assad in Siria. A siglarlo, il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il rappresentante del governo di Mosca, Serghei Lavrov, ministro degli Esteri russo. Ha sostenuto Kerry, nella conferenza stampa congiunta: “La Siria deve fornire una lista delle sue armi chimiche entro una settimana”.

Ci sarebbero, in ogni caso, alcune problematiche riguardanti un’eventuale uso della forza, qualora Damasco non collabori pienamente al disarmo. Secondo il segretario di Stato Usa, infatti, un’eventuale mozione Onu dovrebbe prevederlo, mentre Lavrov si è affrettato a smentire: “L’accordo con gli Usa sulle armi chimiche siriane non contiene nulla sul possibile uso della forza”.

Nello specifico, Lavrov ha sottolineato: “Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adotterà le misure nel quadro del ‘Chapter 7’ della Carta se sarà confermata la violazione delle richieste per la distruzione delle armi chimiche”. Ha proseguito Kerry: “Il tipo di misure che saranno adottate in caso di non compliance sarà soggetto a dibattito in seno al Consiglio di sicurezza”. In ogni caso, il segretario di Stato Usa ha avanzato il diritto del suo Paese a utilizzare la forza qualora Damasco non rispetterà gli accordi sul disarmo.

Kerry ha poi spiegato che la distruzione delle armi chimiche siriane deve essere completata entro la metà del 2014, inoltre Assad deve consentire agli ispettori Onu l’accesso a tutti gli arsenali chimici, per la verifica del loro stato, prima che si passi poi alla distruzione totale di queste. Ha concluso Kerry: “Il mondo si aspetta adesso che il regime di Assad rispetti i suoi impegni. Non ci sarà spazio per manovre dilatorie né per qualcosa che non sia una completa applicazione dell’accordo da parte del presidente siriano”.

Soddisfatta per l’accordo la Francia, che attraverso il suo ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha parlato di “un importante passo in avanti”. Di parere opposto l’opposizione interna al regime di Assad, secondo la quale l’accordo di Ginevra “non risolve la crisi”. L’opposizione è inoltre convinta che recentemente il governo siriano abbia spostato l’armamento chimico in Libano e Iraq.

Redazione online