Letta: riformare seconda parte Costituzione, non sforeremo il 3% del deficit

Enrico Letta (GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

Intervenendo ieri alla Festa di Scelta Civica a Caorle, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha parlato a tutto campo di riforme, economia, stabilità e credibilità politica. “Voglio da qui lanciare un messaggio molto forte contro la conservazione fine a se stessa. Cambiamo l’Italia, e non abbiamo paura di un cambiamento che vada nella direzione giusta, fatto per bene, con efficienza”, ha detto. Per Letta la Costituzione italiana è la “più bella del mondo” ma “solo nella prima parte”, mentre ha criticato il bicameralismo perfetto della seconda parte, a maggior ragione con una legge elettorale come quella attualmente in vigore: “Due camere che hanno esattamente gli stessi compiti, e una legge elettorale che dà maggioranze diverse, non può funzionare, è una follia”, ha sottolineato. “Non stiamo sfasciando la Costituzione fatta dai Padri Costituenti”, ha precisato il premier, ma “dobbiamo ammodernarla”. Quindi, il presidente del consiglio ha detto di voler “respingere con forza” tutte le polemiche sul “tema della riforma della politica”, rivolgendosi a quelli secondo cui “non bisogna toccare nulla”: “Ma ci rendiamo conto dove ci ha portato il conservatorismo istituzionale in questo Paese?“, ha chiesto.

Il premier ha poi difeso il governo di larghe intese, invitando a “non vergognarsi” di lavorare in una grande coalizione; perché questa modalità di governo, ha detto, “è pulita, interessante” e può portare a risultati “rivoluzionari”: “Stiamo facendo un cambiamento del Paese con una modalità e forza straordinariamente interessante e utile, con risultati potenzialmente rivoluzionari per l’Italia, a patto che la vogliamo cambiare davvero l’Italia”, ha insistito il premier.

Letta ha anche rassicurato il commissario agli affari economici Olli Rehn e l’Unione europea sul mantenimento degli impegni da parte dell’Italia e sul non sforamento del tetto del 3% del deficit. I debiti vanno ripagati, ha ricordato, ma per essere ripagati “bisogna essere credibili” e non come “un vulcano in ebollizione”, ha ripetuto. La stabilità politica, dunque, è determinante.

Redazione