Appalti Tav Firenze, arrestata Maria Rita Lorenzetti

Un tunnel per l'alta velocità (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

La presidente di Italferr ed ex governatrice dell’Umbria in quota Partito Democratico, Maria Rita Lorenzetti, si trova da oggi agli arresti domiciliari per corruzione e associazione a delinquere, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze relativa a lavori della Tav in Toscana. L’ordinanza, motivata da un provvedimento di circa 500 pagine, si è resa necessaria per il rischio di reiterazione del reato.

Oltre alla Lorenzetti, medesime misure cautelari sono state prese nei confronti del geologo Valter Bellomo, membro della commissione Via del ministero dell’Ambiente, di Furio Saraceno, presidente di Nodavia, di Valerio Lombardi, tecnico di Italferr, del consulente Alessandro Coletta e dell’imprenditore Aristodemo Busillo della Seli, che gestisce la fresa sotterranea “Monna Lisa”.

E’ stato inoltre inoltrato il provvedimento di interdizione dalla propria attività per Alfio Lombardi, Maurizio Brioni, Marco Bonistalli di Coopsette, socia di maggioranza di Nodavia, e per Remo Grandori di Seli e Renato Casale, di Italferr. La Lorenzetti è accusata di essersi adoperata in prima persona perché venissero pagate due società impegnate nei lavori della Tav a Firenze, in cambio di favori di tipo professionale al marito.

Ha respinto le accuse il legale dell’ex presidente della Regione Umbria, avvocato Luciano Ghirga: “I fatti contestati nell’ordinanza di custodia cautelare sembrano essere gli stessi dell’avviso di garanzia del gennaio scorso. La dottoressa Lorenzetti ha sempre sostenuto la sua estraneità a tutti i fatti contestati. E’ un provvedimento che non si aspettava, un pò come un fulmine a ciel sereno, oggi ha subito molto il colpo sul piano personale, perchè lei non immagina comportamenti personali che possano configurare questi reati, che sono corruzione e associazione per delinquere”.

Redazione online