Crisi siriana, indiscrezioni sul rapporto Onu: “Utilizzato gas sarin su larga scala”

Ispettori Onu in Siria (STR/AFP/Getty Images)

In attesa della conferenza stampa – prevista per le 18.50 ora italiana – di Ban Ki-moon, nella quale il segretario generaale dell’Onu spiegherà nel dettaglio il rapporto che gli è stato consegnato in mattinata dai suoi ispettori, emergono le prime indiscrezioni che confermano come “i campioni raccolti forniscono prove chiare e convincenti che sono stati utilizzati razzi contenenti gas sarin”.

Al momento, però, non è chiaro se il rapporto Onu inchiodi il regime di Bashar al Assad alle sue responsabilità sull’uso delle armi chimiche, per cui l’attesa per quel che dirà Ban Ki-moon si fa ancora più fremente. Secondo gli ispettori, sarebbero stati oltre i 350 litri di gas sarin nel massacro del 21 agosto scorso nei pressi di Damasco.

Scrivono ancora gli ispettori: “Sulla base degli elementi acquisiti nell’ambito della nostra inchiesta sull’incidente di Al Ghouta, la conclusione è che armi chimiche sono state utilizzate”. La commissione d’inchiesta sta valutando, nel complesso, 14 presunti attacchi con armi chimiche portati a termine a partire dal settembre 2011, ma dei quali non è nota la ‘paternità’.

“Non conosciamo gli autori, i responsabili. Non abbiamo conclusioni”, ha sottolineato presidente della Commissione d’inchiesta sul conflitto siriano, il brasiliano Paulo Sergio Pinheiro, che ha sostenuto anche come siano aumentati i crimini compiuti dalle forze ribelli e ha concluso: “Molte città e villaggi sono assediati, mentre la tortura è sistematicamente utilizzata nei centri di detenzione governativi. In generale, i metodi di guerra utilizzati nel Paese diffondono il terrore fra la popolazione civile”.

Ammesso dunque l’utilizzo in più occasioni di gas chimici, Pihneiro ha concluso che la “grande maggioranza” di morti e feriti nella guerra civile è stata causata da armi convenzionali, in particolare armi da fuoco e mortai.

Redazione online