Draghi: ripresa economica ancora in fase embrionale

Mario Draghi (Getty Images)

Parlando oggi ad un convegno a Berlino, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha detto che la ripresa economica nella zona euro è ancora “agli inizi”, che “l’economia rimane fragile” e “la disoccupazione è ancora troppo alta”. Nel secondo trimestre del 2013 la crescita nell’Eurozona è stata dello 0,3% messa, ma “la ripresa è soltanto in una fase embrionale“, ha avvertito il presidente della Bce.

Draghi ha quindi puntato il dito contro la pesantezza della burocrazia e la lentezza dei sistemi giudiziari di questi paesi della zona euro che “scoraggiano gli investimenti”, invitando i rispettivi governi a “cambiare le cose tramite le riforme”. Sembra un appello rivolto all’Italia, anche se il presidente della Bce non ha mai nominato direttamente il nostro – e il suo – Paese.

Per il rilancio dell’economia è fondamentale migliorare la competitività, secondo Draghi. Ciò che può essere fatto, ha spiegato, intervenendo sulle due principali componenti che sono alla base della competitività: la dinamica dei salari e la produttività. Soprattutto, i miglioramenti della produttività assicurano i maggiori benefici per la competitività. Per migliorare la produttività, ha spiegato Draghi, occorrono “innovazione, investimenti e incentivi”, le tre i, come le ha chiamate. E i governi, ha aggiunto, dovrebbero promuovere gli incentivi. “Attualmente gli investimenti totali nell’area euro sono del 17% più bassi rispetto al 2007”, ha detto Draghi, spiegando che “questo deriva in parte dall’incertezza macroeconomica e in certi paesi dalla mancanza di margini. Ma ci sta anche una forte componente microeconomica legata agli incentivi“, ha sottolineato. “In molte giurisdizioni alcune normative scoraggiano gli investimenti privati e intralciano i progetti transfrontalieri – ha spiegato Draghi -. Questo è un forte argomento a favore del completamento del mercato unico. Più in generale, l’incentivo delle imprese e investire è legato al loro ottimismo. E questo risente di temi come il fardello delle procedure amministrative, o la velocità e la qualità dei sistemi giudiziari. Queste sono aree in cui i governi sono in condizioni di intervenire e di fare la differenza, tramite le riforme“, ha rimarcato il presidente della Bce.

La Bce non intende alzare i tassi di interesse ancora a lungo, ha rassicurato Drgahi: “Considerando le prospettive nel complesso contenute per l’inflazione nel medio termine, il consiglio della Bce si aspetta che i tassi di interesse restino ai livelli attuali o più bassi per un periodo di tempo prolungato”, ha detto. Grazie alle misure adottate per stabilizzare il quadro finanziario ed economico, con sforzi di consolidamento dei governi e il programma di acquisto bond della Bce, “i rischi sistemici sono diminuiti”, ha aggiunto; ora però sono necessarie le riforme strutturali che i singoli governi devono adottare per rafforzare le loro economie. Tra le altre priorità per la ripresa economica c’è anche la ripresa dei prestiti delle banche al settore privato.

In quanto alle riforme e alle misure economiche da adottare, Draghi ha sottolineato che la Bce “non può sostituirsi ai Governi” dell’Eurozona nel “tagliare il deficit di bilancio, nel fare le riforme strutturali e nel riparare sistemi politici rotti“: “A ciascuno il suo compito”, ha detto.

Redazione