Washington, sparatoria in arsenale navale: 13 morti

Forze dell'ordine nella base militare Navy Yard dopo sparatoria (Getty images)

Una sparatoria ha colpito un vecchio arsenale della Marina Usa a Washington, il Navy Yard, che ospita oltre 3000 dipendenti e nella quale l’ultimo bilancio registra 13 morti e diversi feriti.

L’aggressore, un afroamericano di 34 anni, è stato ucciso al termine di una tesa caccia all’uomo all’interno dell’area militare, situata nella zona sud-orientale della capitale Usa. L’ipotesi, fatta in un primo momento, di un secondo sparatore è poi venuta meno. L’aggressore, secondo le ricostruzioni fornite dalla Cnn, si era barricato negli uffici del Naval Sea Systrems Command, il comando che coordina la gestione del materiale bellico della Marina Usa. Alcuni testimoni avevano riferito alla polizia che l’uomo aveva l’aspetto di un afroamericano calvo alto oltre un metro e ottanta. L’aggressore si chiamava Aaron Alexis, era originario del Texas e lavorava per un’azienda che in subappalto per la Hp (Hewlett-Packard) era incaricata di “aggiornare apparati di intranet service usati dalla Marina”. Alexis era un veterano della marina congedato nel 2011 a causa di alcuni episodi di “cattiva condotta”.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è stato informato della situazione nel corso di un incontro alla Casa Bianca con l’assistente per la sicurezza interna e l’antiterrorismo, Lisa Monaco e la vice capo dello staff, Alyssa Mastromanaco. “Un atto di codardia che ha colpito militari e civili qui, in casa nostra”, ha commentato il presidente Usa.

Redazione