Olli Rehn: “In alcuni paesi come l’Italia, dati sulla crescita deludenti”

Olli Rehn, Commissario Affari Economici Ue(Getty images)

Che l’economia in Italia non va bene, di certo non è una grande novità, sopratutto per chi, tra cittadini, imprenditori, giovani e pensionati, vive la crisi ogni giorno affaccendandosi a trovare una soluzione per la propria sopravvivenza.

L’ITALIA- L’EUROPA
Come ha ben delineato la puntata di “Presa diretta” andata in onda su Rai Tre ieri sera, in Italia, come anche in paesi quali il Portogallo, si sta assistendo ad un nuovo fenomeno d’emigrazione che ricorda per molti versi gli anni del dopoguerra, non solo per l’elevato numero di persone che lasciano la propria terra ma anche nelle modalità: ovvero, in molti partono lasciando la famiglia, armati di una borsa e con pochi, pochissimi soldi nel portafoglio e nelle testimonianze di chi trova lavoro in paesi quali la Germania viene evidenziato che la loro migrazione non è tesa ad un arricchimento, bensì è collegata ad una “semplice” questione di “sopravvivenza”: “Lo stipendio è di 1000/1200 euro. Non siamo qui per diventare ricchi, ma per vivere e dare da mangiare ai nostri figli”, commentano i più.

E così entra nel mirino delle critiche la politica europea dell’austerità che avrebbe lacerato l’economia dei paesi, sopratutto quelli nell’area del sud Europa: Spagna, Portogallo, Italia e Grecia.
E se da una parte si afferma sempre più un senso di sconforto di fronte ad un’inadeguatezza sociale delle politiche richieste dall’Europa e in particolare dalla cosiddetta Troika (BCE-FMI-UE), dall’altra si palesa anche una forte critica al riguardo della loro inefficienza, in quanto il debito pubblico in questi paesi ha continuato a crescere mentre il pil si è bloccato.

Uno scenario che sta provocando una forte ondata di “euroscettici” e l’emergere di nuovi nazionalismi e che in parte, si mormora, sia temuto negli “alti piani” della Commissione Europea.

OLLI REHN
Il vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo per gli Affari economici Olli Rehn è intervenuto oggi alla Camera dei Deputati nell’ambito di un’audizione alla commissione Bilancio di Montecitorio a conclusione del percorso avviato dall’indagine conoscitiva volta alla creazione di uno strumento di convergenza e competitività e per il coordinamento ex ante delle grandi riforme di politica economica.

Nei giorni scorsi Rehn ha allertato l’Italia, ribadendo che è “assolutamente essenziale” per il belpaese mantenere i conti in ordine.
Nel suo intervento di oggi, Rehn pur riconoscendo i meriti dell’Italia e sopratutto la sua storia industriale ha commentato che sebbene l’Italia sia come la Ferrari che “incarna una grande tradizione di stile, di tecnica e di capacità”, per vincere “il talento non basta purtroppo”.
Olli Rehn ha dunque ribadito che nel bel paese serve un “motore più competitivo, serve esser pronti a cambiare e adeguarsi”.
In tale seno l’eurocommissario ha portato l’attenzione sulla necessità di portare avanti riforme strutturali economiche, non solo in Italia ma anche in tutta l’area euro: “Spero che l’Italia guidi con due mani sul volante e resti in pista. La situazione della pista migliora durante l’estate si sono visti segnali incoraggianti, l’area euro è vicina al punto di svolta”, ha dichiarato Rehn.

In merito alle riforme messe in atto dal Governo Letta, Rehn ha richiamato l’Italia sulla riforma IMU: “La decisione di abolire l’Imu sulla prima casa va nella direzione opposta alle raccomandazioni. Ma se viene configurata bene la nuova service tax potrebbe essere coerente con le raccomandazioni. L’abolizione dell’Imu sulla prima casa suscita preoccupazioni per lo spostamento dell’onere fiscale”.

Inoltre, il Commissario ha ribadito il ruolo della UE: “La Commissione ha il dovere di chiedere correzioni”, nel caso in cui i piani di bilancio dell’Italia non risulteranno in linea con gli impegni presi con l’Ue e con le regole del Patto. “Se uno Stato sfora i valori di riferimento su disavanzo e debito pubblico,- prosegue Rehn- la Commissione dovrà aprire una procedura per deficit eccessivo. Sono fiducioso che il governo e il Parlamento italiani sono pienamente consapevoli di queste regole”.
Infine, un’altra amara critica è stata sferzata contro l’instabilità politica: “In Italia gravano fattori di debolezza: l’incertezza politica che frena gli investimenti”.

Come riporta il Quotidiano.net, il Commissario europeo ha poi confermato che la ripresa in alcuni paesi è deludente evidenziando il fattore occupazione.
“E’ in corso l’inizio di una graduale ripresa, che speriamo si consolidi e acquisti slancio. Dovremmo vedere miglioramenti anche sull’occupazione”, dichiara Rehn che sottolinea che questa ripresa dimostra che “la nostra strategia fatta di consolidamento differenziato e riforme funziona”.
Tuttavia, Rehn conclude affermando che “in alcuni paesi, tra cui l’Italia, i dati sulla crescita sono deludenti. Siamo consapevoli che in alcuni Stati la disoccupazione resta troppo elevata, e ci sta un problema sulla mancanza di credito alle imprese medio piccole. E’ prematuro dire che la crisi è finita”.

REAZIONI
Le reazioni dei alcuni politici alle affermazioni di Rehn non si sono fatte attendere.
In prima linea, il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri ha riservato parole dure contro il Commissario Ue: “E’ ora di finirla con i caporali di giornata come questo Olli Rehn, un signor nessuno che viene in Italia a fare il supervisore. Rifletta piuttosto sui disastri che gente come lui ha causato distruggendo l’Europa. Burocrati ottusi che uccidono i popoli e fanno morire il Continente sotto la concorrenza sleale cinese e a causa di politiche economiche fallimentari. Questo Rehn è persona sgradita. Prenda l’aereo e torni a casa e paghi tutte le tasse che vuole. In Italia sulla prima casa l’Imu non c’è più e non sarà questo figuro a rimetterla”.
Da parte sua invece il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni ha rassicurato sul fatto che il Governo italiano intende mantenere il rapporto deficit/Pil entro il limite del 3 per cento.

C.D. Redazione