Facebook shock, su un sito di incontri foto di ragazza suicida

    home di Facebook (Getty Images)

    Sono arrivate le scuse ufficiali da parte di Facebook, che ha anche bannato il sito di incontri, Ionechat.com, per “gravi violazioni” delle politiche della società, dopo che all’interno del popolare social network era comparsa una foto del medesimo sito accompagnato dal claim “Trova l’amore in Canada”. Peccato che la foto ritraesse Rehtaeh Parsons, una giovane violentata da quattro coetanei quando aveva 15 anni, durante una festa.

    I quattro avevano poi postato sui social network le tremende foto di quei momenti e avevano reso la vittima dello stupro oggetto di minacce e di cyberbullismo, fino a quando la povera ragazza non si era suicidata. A ricostruire la vicenda, in passato, erano stati addirittura degli attivisti di Anonymous, grazie ai quali i giovani aguzzini erano stati poi identificati.

    Sconcertato per la vicenda il padre della giovane, Glen Canning, che ha riconosciuto la figlia nell’inserzione e – dopo aver segnalato a Facebook l’accaduto – ha postato sul suo blog uno screenshot, scrivendo: “Sono sconcertato e disgustato da quanto accaduto. Questa è mia figlia, Rehtaeh. L’hanno usata per un annuncio di incontri tra single. Sono senza parole”.

    Redazione online