Riva Acciaio, Zanonato: “In CdM norma per un amministratore dei beni in caso di sequestro”

Flavio Zanonato, Ministro dello Sviluppo economico (screenshot youtube)

Intrattendosi a colloquio con alcuni cronisti, il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, interpellato sul caso Riva Acciaio, ha spiegato: “Siamo in presenza di un sequestro per equivalente ai fini della confisca di beni di proprietà della famiglia Riva. L’ipotesi accusatoria è che abbiano acquisito ricchezze in maniera illegittima, per cui il gip ha chiesto il sequesto di beni equivalenti a otto miliardi e 100 milioni. La magistratura è partita alla ricerca di questi beni, fino al raggiungimento della cifra”.

“Ad un certo punto, c’entra poco il fatto che il gruppo Riva produca acciaio, potevano essere aziende di un altro mercato produttivo” – ha aggiunto Zanonato – “Il giudice ha disposto il sequestro di beni e immobili della famiglia Riva. Ci siamo accorti che le leggi 104 e 104bis del Codice di procedura penale non contemplano cosa succeda quando un’attività produttiva in corso viene sequestrata. L’idea è dunque quella di consentire il sequestro, nominando un custode dei beni e mettendolo in condizione di poter continuare l’attività produttiva”.

La proposta nel prossimo CdM, ha spiegato ancora il ministro, “sarà l’introduzione di un articolo chiamato 104ter in cui si dica che quando il giudice sequestra un bene dove si svolge un’attività produttiva, mette un custode o un amministratore dei beni, che continui ad avere la disponibilità anche liquida e possa continuare a far funzionare l’azienda, pagando i lavoratori, i fornitori e incassando i soldi del cliente”.

Ha concluso Zanonato: “Questo tipo di norma tutela tutti: la parte pubblica che potrà comunque avere un’azienda in funzione, che anche in caso di colpevolezza del soggetto sottoposto a sequestro continuerà a produrre, ma tutela anche il soggetto, se dimostrerà di essere innocente, perché invece di trovarsi un’azienda chiusa si troverà un’azienda in funzione. Venerdì in Consiglio dei ministri, vedremo di aggiungere al codice di procedura penale questo articolo”.

Redazione online