Omofobia: ok della Camera, Pd e Pdl votano in maniera diversa

Camera dei deputati (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Ancora polemiche alla Camera dei deputati sul testo di legge sull’omofobia, in particolare rispetto a un emendamento e a un subemendamento approvati dall’Aula oggi e che stanno facendo molto discutere. Infatti, il democratico Walter Verini ha proposto un emendamento che estende ai reati fondati sull’omofobia o transfobia le aggravanti previste dalla legge Mancino. Successivamente è passato un subemendamento proposto da Scelta Civica, con Gregorio Gitti, che esclude dalle aggravanti le associazioni.

Il subemendamento propone infatti l’esenzione dalle sanzioni per “le organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”. Soprattutto sui social network e nel mondo dell’associazionismo a tutela dei diritti civili si è scatenata la protesta, con l’Arcigay che ha sottolineato come questa norma sia un’eventualità che “tiene espressamente vivo il principio della discriminazione, esponendo tra l’altro la scuola e i luoghi della formazione a questa sciagura”.

Contro la norma anche Sel, con Alessandro Zan: “Questo subemendamento è davvero pericoloso. Non risolve i problemi ma li crea: avvalla forme di istigazione all’odio. Mi dispiace che Gitti l’abbia posto come veto all’approvazione della legge. E’ un salvacondotto che modifica tutto l’impianto della legge Mancino”. Polemica anche Francesca Businarolo, del M5S: “E’ altamente discriminate. Gitti ha detto ‘noi vogliamo introdurre questo emendamento perché quando selezioniamo le persone per incarichi di lavoro vogliamo sapere se hanno fatto parte di associazioni gay-friendly’.E’ una norma discriminatrice dei lavoratori e della lavoratrici che sono omosessuali”. Ma Ivan Scalfarotto, relatore della legge, respinge le accuse: “E’ una norma di garanzia. Protegge omosessuali e transessuali e chiarisce che nessuno vuole punire la libertà di opinione”.

In aula, intanto, è polemica per le parole di Renato Brunetta, che ha affermato: “I nostri sforzi di mediazione sono stati vanificati dal Pd che vuole legge ideologica, di bandiera. Al Pd non importa che agli italiani non arrivi un messaggio unanime di condanna degli atteggiamenti autonomi. Questo mio è un ultimo appello, miglioriamo questo testo insieme altrimenti il nostro voto non potrà essere favorevole a questo provvedimento”.

Gli ha risposto il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza: “Vorrei fare anche io un appello con forza perché siamo a un passo da un risultato straordinario. C’è una distanza che a me sembra così piccola rispetto a un risultato così grande. Si sta rompendo sulle aggravanti della Mancino, lo dico a testa alta. Come è possibile rompere su un testo così di buon senso e banale? Diciamo che se una persona fa violenza a un’altra per un diverso colore della pelle c’è un’aggravante, come possiamo giustificare che questa aggravante non c’è se siamo di fronte a una persona omosessuale? Se qualcuno picchia una persona di colore c’è l’aggravante, se qualcuno picchia un omosessuale non c’è. Per noi è un’ingiustizia irricevibile”.

In serata il testo è stato licenziato dalla Camera, con i sì che sono stati 228, i no 57, le astensioni 108. Il testo passa ora al Senato in seconda lettura. A favore del provvedimento ha votato il Pd, mentre si è schierato contro il Pdl, con qualche eccezione, come quella di Giancarlo Galan. Da segnalare il gesto contro l’omofobia del Movimento 5 Stelle, i cui deputati si sono baciati per segnalare la loro approvazione nei confronti di norme che biasimino in maniera netta certi comportamenti discriminatori contro l’omosessualità.

Redazione online