Sip, niente più amico del cuore: l’85% dei giovani preferisce il gruppo

Adolescenti a scuola

Da un’indagine promossa dalla Società italiana di Pediatria (Sip) intitolata “Adolescenti e Socialità” emerge una fotografia degli adolescenti in cui è cambiata la percezione dell’amicizia e dove risulta che all’amico del cuore, la stragrande maggioranza dei giovani preferisce il gruppo.

Secondo le statistiche infatti, l’85,5% degli adolescenti ha dichiarato di avere “molti amici” e solo l’11,8% dei maschi e il 13,6% delle femmine dichiara di averne “pochi”.

Il 95% dei giovani afferma di acquisire nuove amicizie nell’ambito scolastico, ma anche secondo un 70,9 %, praticando sport.
Ma come era quasi impossibile da no valutare, un 31% dei ragazzi stima che internet sia un canale per creare nuove amicizie.

Entrando nello specifico della relazione di amicizia, dall’indagine il 13% dei maschi e il 9% delle femmine dichiara di cambiare frequentemente amicizie e solo il 9% degli adolescenti preferisce vedersi e frequentare un solo amico/a per volta.
Ma il dato più significativo è che un’ampia fascia, il 50% dichiara di riunirsi prevalentemente in piccoli gruppi, mentre il 40% frequenta un gruppo numeroso.
In questo scenario, il 52% dei ragazzi dichiara di essere in parte condizionato dal gruppo, affermando di adeguare le proprie scelte a quelle del gruppo.

“Osserviamo negli adolescenti un significativo aumento della fragilità psicologica. Pensiamo soltanto all’incremento nettissimo di patologie legate ai disturbi della condotta alimentare, prima tra tutte l’anoressia, di sindromi depressive o, ancora più grave, la crescita dei fenomeni suicidari”, – sottolinea Piernicola Garofalo, presidente della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza.

Secondo Garofalo, attualmente l’adolescente “soffre più che in passato il confronto e fatica ad assumersi la responsabilità delle sue scelte. Ragion per cui delega volentieri questa responsabilità al gruppo, nel quale si sente protetto, anche se ciò avviene spesso a caro prezzo in termini di autonomia”.
Inoltre sottolinea il presidente a questa tendenza si aggiunge “la paura di poter essere estromesso dal gruppo e quindi una acquiescenza pericolosa nei confronti dei leader“.

Redazione