Siria, Putin insiste: il gas sarin lo hanno usato i ribelli

Vladimir Putin (Getty Images)

Rimane alta la tensione sulla crisi siriana, mentre gli Usa premono per l’intervento militare qualora la diplomazia fallisse, a maggior ragione dopo il rapporto degli ispettori Onu che dimostrerebbe l’uso del gas sarin da parte del regime del presidente siriano Bashar al Assad nella battaglia del 21 agosto scorso alle porte di Damasco, la Russia continua a difendere il suo alleato.

Ieri il vice ministro degli esteri russo Sergej Riabkov, in visita a Damasco, aveva annunciato di aver ricevuto dal governo siriano le prove sull’uso di armi chimiche da parte dei ribelli. E oggi, il presidente russo Vladimir Putin ha insistito sull’ipotesi avanzata dal governo di Damasco, ovvero che dietro all’attacco con le armi chimiche del 21 agosto scorso ci sia “un’abile provocazione” da parte dei ribelli siriani.

Putin ha poi ammesso di non essere sicuro al cento per cento che il governo di Assad rispetti l’accordo raggiunto per la distruzione delle armi chimiche, ma si è detto fiducioso in base gli ultimi sviluppi della vicenda siriana. Proprio nelle ultime ore, in un’intervista rilasciata all’emittente statunitense Fox News, il presidente Assad ha confermato che il suo governo possiede arsenali di gas nocivi e ha promesso di “sbarazzarsene”. Il presidente siriano ha poi negato ancora una volta l’impiego di armi chimiche da parte del suo esercito nell’attacco del 21 agosto alla periferia di Damasco.

Redazione