[ULTIM’ORA] – Berlusconi è morto, ma….

    Silvio Berlusconi (Getty Images)
    «Berlusconi è morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989». Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo subito dopo la sentenza della Cassazione.

    «Il Muro divise la Germania per 28 anni. L’evasore conclamato, l’amico dei mafiosi, il piduista tessera 1816 ha inquinato, corrotto, paralizzato la politica italiana per 21 anni, dalla sua discesa in campo nel 1993 per evitare il fallimento e il carcere. Un muro d’Italia che ci ha separato dalla democrazia. Oggi questo muro, da tempo un simulacro, un’illusione ottica, tenuto in vita dagli effetti speciali dei giornali e della televisione, è caduto».

    Letta: prevalga l’interesse dell’Italia
    «Esprimo piena adesione alle parole del presidente Napolitano sul pronunciamento della Cassazione», ha detto Enrico Letta in una dichiarazione dopo la sentenza della Cassazione: «La strada maestra – anche secondo il presidente del Consiglio – è il rispetto per la magistratura e per le sue sentenze. Per il bene del paese è necessario ora che, anche nel legittimo dibattito interno alle forze politiche, il clima di serenità e l’approccio istituzionale facciano prevalere in tutti l’interesse dell’Italia rispetto agli interessi di parte».

    Epifani chiede al Pdl «responsabilità»
    A pochi minuti dalla condanna definitiva di Berlusconi per frode fiscale, il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, ha chiesto al Pdl di avere rispetto della sentenza della Cassazione e di tenere un comportamento responsabile: «La condanna è atto di grande rilevanza. Per quanto riguarda il Pd, questa condanna va non solo, come è naturale, rispettata, ma va anche applicata e resa applicabile, e a questo spirito si uniformerà il comportamento del gruppo parlamentare». In una nota si legge che «il Pd chiede a tutte le forze politiche, e al Pdl in particolare, in un momento tanto delicato, di esprimere comportamenti rispettosi delle funzioni e dei poteri della corte di Cassazione e di non usare forzature di carattere istituzionale».

    Vendola e la crisi morale
    «Quattro anni di carcere per frode fiscale sono una condanna definitiva con il sigillo della corte di Cassazione, siamo di fronte alla prova provata della caduta di autorevolezza di un’intera classe dirigente», ha detto il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a proposito della condanna definitiva di Berlusconi. Ancora: «L’abbiamo chiamata questione morale, ed essa torna ad esplodere in maniera dirompente».

    Fonte: IlsecoloXIX.it