Usa vietano passaggio volo presidenziale venezuelano sul Porto Rico

Nicolas Maduro, presidente del Venezuela (Getty images)

Le tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e alcuni paesi del Sud America sembrano precipitare in queste ultime ore: gli Usa avrebbero vietato al volo del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro di sorvolare il territorio del Porto Rico.
Maduro che è atteso in Cina per una visita ufficiale, ha definito il divieto un atto “grave” e ha minacciato “misure diplomatiche”.
“E’ successa una cosa grave, un’aggressione, ci hanno impedito di sorvolare il territorio di Porto Rico, ci negano il permesso di andare in Cina”, ha sottolineato Maduro, precisando che intende modificare la rotta del viaggio, “anche se più lunga”.
Il ministro degli Esteri venezuelano Elias Jaua ha affermato che il Venezuela ha “il diritto di adottare le misure in suo possesso se il governo degli Usa e le sue autorità aeronautiche non rettificheranno quest’ultimo abuso”.

A questo si aggiunge anche il fatto che gli Usa avrebbero negato i visti ad una delegazione venezuelana all’Onu. Infatti, risulta che gli Stati Uniti hanno rifiutato di concedere un visto al generale Wilmer Barrientos, il capo di stato maggiore, che avrebbe dovuto accompagnare Maduro nei prossimi giorni all’Onu: “Non ci stiamo recando a New York come turisti o per una passeggiata, bensì per essere presenti in un organismo dell’Onu. Lei ha l’obbligo di dare un visto alla delegazione venezuelana”, ha sottolineato Maduro rivolgendosi al presidente Barack Obama.

Solidarietà espressa da parte del presidente della Bolivia Evo Morales che ha definito la decisione di Washington un “delitto di lesa umanità”. Morales, come riporta il quotidiano La Repubblica, ha inoltre precisato che intende chiedere agli Stati membri dell’Alleanza bolivariana per le Americhe (Alba) di considerare la possibilità di non partecipare ai lavori dell’assemblea generale dell’Onu in programma a New York: “Gli Usa, ha detto il capo di Stato della Bolivia, devono prepararsi a “un’azione legale internazionale per crimini contro l’umanità”, ha detto Morales.

Una vicenda che ricorda per molti versi gli eventi accaduti nel mese di luglio di quest’anno, quando il volo presidenziale boliviano, di ritorno da Mosca, fu fatto dirottare all’aeroporto di Vienna, perché sospettato di aver con sé a bordo la talpa del Datagate, Edward Snowden. Una tesi che poi fu dimostrata falsa. La condanna da parte dei paesi sudamericani fu allora unanime e gli Stati Uniti furono accusati di aver fatto pressione sui paesi europei, che secondo le posizioni di Morales, ritardarono nel dare il permesso di sorvolo del loro territorio.

Redazione