La Germania prima del voto. Le ultime ore del testa a testa tra Merkel e Steinbrueck

Urne a Berlino ( JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

C’è attesa per le elezioni politiche tedesche che si svolgeranno domani e che decideranno la ripartizione del Bundestag di Berlino. Quando già molti cittadini hanno espresso il loro parere utilizzando la metodologia, vigente in Germania da qualche anno, del voto anticipato tramite posta, la campagna elettorale è agli sgoccioli e i sondaggi prevedono un testa a testa tra la coalizione capeggiata dell’uscente cancelliera Angela Merkel (CDU + FPD) e il gruppo di centrosinistra che presenta Peer Steinbrueck come candidato premier (SPD).

Proprio Angela Merkel – la quale secondo le stime condotte sinora sarebbe in lieve vantaggio su Steinbrueck – ha parlato oggi al meeting finale del CDU a Berlino. La cancelliera, volto della Germania in Europa e nel mondo negli ultimi anni, è salita sul palco di Tempodrom ed ha tentato di persuadere gli elettori iniziando con una battuta simpatica sulla propria capigliatura che ieri, durante un comizio tenuto a Monaco di Baviera, ha rischiato di scomporsi per via della pioggia battente. Proseguendo, Merkel è entrata nel merito di queste elezioni ed ha chiesto ai cittadini tedeschi il rinnovo del suo mandato che le permetta di governare con la coalizione attualmente insediata al Bundestag, senza la necessità di larghe intese con Spd. Immigrazione, questione europea, crisi economica: su questi tre punti la candidata del CDU ha insistito nella sua opera di convincimento.

Sulla prima questione, quella della presenza di migranti e dell’integrazione in territorio tedesco, Merkel ha avallato l’idea moderata dei conservatori secondo la quale, prima di affrontare la tematica cogente dell’inserimento di chi si reca in Germania dall’estero, sarebbe necessario fornire garanzie per la formazione e l’assunzione dei giovani già residenti tra Berlino e dintorni. A questo proposito si era pronunciato anche Steinbrueck, il quale nella giornata di ieri ha parlato da un palco di Alexander Platz elogiando la Germania multietnica dell’accoglienza.

Sull’Unione Europea, Merkel ha detto: “Anche la Germania può stare bene solo se l’Europa sta bene”. E sulla recessione dell’eurozona la donna ha fatto sapere che, sebbene la crisi non sia ancora superata, è alle porte una riprese che può essere raggiunta solo se a fianco dell’idea di solidarietà si tenga conto dell’imperativo della solidità.

Tra le proposte avanzate da Merkel quella dell’incremento di aiuto statale nei confronti delle donne madri che potrebbero ricevere 650 euro in più rispetto all’assegno attuale e godere quindi di un anno supplementare di sostegno alla maternità.

Al di fuori delle due coalizioni principali di centrodestra e di centrosinistra, stanno animando la campagna elettorale i partiti minori che potrebbero incidere sul computo dei voti finale. Tra questi ha fatto scalpore l’AFD, gruppo di destra che avalla idee antieuropeiste e propone il ritorno alla valuta nazionale chiedendo, inoltre, un giro di vite in materia di immigrazione. Sempre sul fronte conservatore polemiche stanno riguardando l’NPD, partito radicale di stampo neonazista che il governo ha per il momento deciso di non mettere al bando. Secondo una campagna diffusa sui social network dal partito di sinistra Die Linke – gruppo di una certa rilevanza che potrebbe sottrarre voti all’SPD – l’NPD avrebbe inviato nei dintorni di Berlino lettere ai migranti residenti in città contenenti minacce di espatrio e di discriminazione.

Infine, sul fronte della sinistra, vicini ai Die Linke, sono da annoverare i Verdi. Partito che in Germania ha goduto per anni di un ampio bacino di voti, i Verdi sono ora in crisi per via di alcune controverse campagne pro pedofilia condotte nel recente passato.

Redazione online