Metodo Stamina, stop alle cure per la piccola Sofia

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Ricerca sulle staminali (Getty Images)

Gli Spedali Civili di Brescia hanno deciso di non rispettare quanto intimato dal giudice di Livorno Francesca Sbrana che autorizzava il proseguimento della somministrazione relativa al metodo Stamina per la piccola Sofia, la bambina di 3 anni e mezzo affetta da una grave malattia degenerativa. Secondo gli avvocati del nosocomio, si possono solo “completare i trattamenti già avviati. Detti trattamenti prevedono 5 infusioni. Di conseguenza, l’Azienda ritiene di evidenziare ai Giudici l’esigenza di rispettare tale limite, nonché i problemi che si pongono procedendo a ulteriori infusioni”.

Non ci sta Caterina Ceccuti, madre della piccola il cui caso ha avuto una vasta eco mediatica grazie a una popolare trasmissione televisiva, e spiega in alcune riflessioni affidate a Facebook: “Dovremo tornare al tribunale di Livorno e sottoporre il nostro caso stavolta a un collegio di 3 giudici (diversi da quello che ha dato sentenza al ricorso favorevole) e ricominciare con questo stillicidio. Gli Spedali chiederanno di interrompere le cure dopo la quinta infusione, cioè dopo la prossima che dovrebbe essere a ottobre, anche se ancora non siamo stati convocati”.

Ha sottolineato ancora la mamma della piccola Sofia: “Avrebbe già disponibili altre due fiale per le successive due infusioni, che provengono dal carotaggio fatto a me lo scorso marzo. Speriamo che i giudici consentano a Sofia il diritto alla continuità terapeutica. A parte qualche difficoltà ad accettare la pappa dal cucchiaino, dovuta forse al fatto che ad agosto ha potuto lavorare meno, Sofia sta bene”.

Accorato l’appello della signora: “Non capisco questo accanimento nei confronti di una bambina sofferente. Sofia è stata sottoposta al trattamento non con la continuità e la regolarità dovute a causa dei diversi pronunciamenti dei giudici. Ora avevamo raggiunto un po’ di tranquillità dopo il pronunciamento del giudice Sbrana. Le infusioni non hanno mai provocato effetti collaterali ma, ogni volta, c’è stato qualche piccolo miglioramento. D’altra parte che alternativa ci viene offerta? Nulla”.

Redazione online