Paolo Becchi contro Napolitano: “Sta superando il limite”

Paolo Becchi (Screenshot da Servizio Pubblico)

In un’intervento ospitato dal blog di Beppe Grillo, il docente di filosofia del diritto e simpatizzante del Movimento 5 Stelle, Paolo Becchi, ha sottolineato come “le recenti esternazioni di Napolitano meritano una considerazione più generale. Prima interviene a difesa di una miracolata entrata in Parlamento grazie all’alleanza di un partitello con il PD-L poi passato all’opposizione, e il giorno dopo a implicita difesa di un condannato in via definitiva che tuttavia è d’importanza vitale per la continuazione del governo di larghe intese da Napolitano stesso voluto”.

“In questo Paese dove stampa e televisione rappresentano il pensiero unico c’è rimasta solo la rete a dare uno spazio di libertà ai cittadini ed ecco che allora non si perde occasione per attaccarla”, ha spiegato Becchi, facendo poi alcune considerazioni sull’operato del capo dello Stato. In particolare, “con la nomina prima di Mario Monti e poi di Enrico Letta, Napolitano ha bloccato quel meccanismo – ormai impostosi con la fine della Prima Repubblica – di scioglimento sostanzialmente automatico (simul stabunt simul cadent) delle Camere in caso di crisi del Governo in carica e della coalizione politica maggioritaria in Parlamento”.

Inoltre, secondo Becchi, “la rielezione di Napolitano alla Presidenza della Repubblica non è stata soltanto ‘atipica’, costituzionalmente non prevista (e, almeno secondo le intenzioni dei Padri Costituenti, implicitamente esclusa). È stata una consegna del potere di determinare l’indirizzo politico del Paese, da parte di PDL e PD-L, nelle mani del Capo dello Stato”. Il docente prosegue: “Napolitano sta esercitando il suo potere di esternazione (con tale s’intendono tutte le dichiarazioni pubbliche diverse da quelle espressamente previste in Costituzione) rilasciando dichiarazioni non soltanto di natura politica, ma – fatto ben più grave e sconcertante – di espresso appoggio od ostilità nei confronti di determinati partiti politici legittimamente rappresentati in Parlamento”.

Duro attacco anche sulla nomina dei quattro senatori a vita e di Giuliano Amato a giudice della Corte Costituzionale, con le quali “Napolitano ha dimostrato di servirsi anche dei poteri di nomina attribuitigli dalla Costituzione come se fossero strumenti di indirizzo e controllo politico”. Si chiede infine Becchi: “E’ la magistratura che ha superato il senso della misura e del limite o è il Presidente della Repubblica che sta superando lentamente ogni limite?”.

Redazione online