Polemica Alfano-Rodotà su lettera Nuove Br inviata ai No Tav

Stefano Rodotà (screen shot youtube)

Si accende la polemica tra il Ministro dell’interno e vicepresidente del Consiglio Angelino Alfano e il giurista Stefano Rodotà a seguito della dichiarazione espressa dal noto costituzionalista che a margine di un convegno a Torino ha commentato la lettera delle nuove Br inviata ai No Tav: “Le parole dei nuove Br che si auspica che il movimento no Tav faccia uno scatto politico – organizzativo, sono deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell’opera a una mera questione di ordine pubblico”, ha detto Rodotà.

Le posizione del Ministro dell’interno non si sono fatte attendere e a sua volta, a margine di un incontro per il lancio di Forza Italia a Milano, ha condannato duramente le parole di Rodotà: “La notizia se fosse confermata sarebbe sconvolgente. Ha detto che le parole delle nuove Br sono deprecabili ma comprensibili, mi pare intollerabile che un candidato alla presidenza della Repubblica possa dire questo mentre i nostri poliziotti impiegati a difendere il cantiere e mentre i lavoratori delle ditte sono lì e rischiano la vita”.

Da parte sua, Rodotà ha nuovamente replicato ad Alfano e senza smentire le proprie affermazioni ha tuttava precisato che le parole delle Nuove Br “non sono comprensibili nel senso che siano giustificabili in alcun modo. Significa invece che purtroppo esiste ancora qualche persona che continua a usare un linguaggio pericoloso e inaccettabile”.
“Trovo comunque anche inaccettabile che venga strumentalizzata dal ministro una dichiarazione che registrava un drammatico dato di realtà, trasformandola in una forma diretta o indiretta di giustificazione di quelle posizioni- prosegue Rodotà. Ribadisco che le parole usate dalle Brigate Rosse sono inaccettabili, rimangono tali e mi sono sempre battuto, sia sul piano culturale che su quello politico contro ogni forma e tentazione terroristica, come testimonia tutta la mia vita. Questo è quello che ho detto e che in questo momento ribadisco”.

In merito alla questione dei No Tav il giurista ha spiegato che “in Italia dovremmo prendere atto di quanto stia avvenendo a livello internazionale e riaprire una riflessione politica più ampia sull’infrastruttura, a maggior ragione in un momento di fibrillazione sociale molto forte, in cui non sarebbe giustificabile un impiego consistente di capitali in un’impresa che rischia di rimanere sospesa”
Infatti, Rodotà si riferisce al decreto con cui la Francia ha dichiarato di pubblica utilità alcuni lavori del cantiere Tav, senza però dare certezze sullo stanziamento finanziario per l’opera: “E’ un sostanziale rinvio della Torino-Lione, che può apparire come una rinuncia a costruire la parte francese della linea”, afferma Rodotà.

LETTERA NUOVE BR
Stando a quanto riportano i media, il messaggio in questione delle nuove Br inviato ai No Tav, sarebbe partito dal carcere di Catanzaro. Ad averlo scritto sono Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, in carcere dal 2007 con l’accusa di essere esponenti del Partito comunista politico-militare.
Questi che non possono utilizzare internet, ma non hanno restrizioni per quanto riguarda la corrispondenza: l’ipotesi è che Davanzo e Sisi abbiano scritto a un loro familiare o a un conoscente, utilizzandolo come intermediario e incaricandolo di inserire un post con il loro messaggio ai No Tav sul sito “Secours Rouge International”.
Si tratta adesso di accertare se i due esponenti delle nuove Br abbiano commesso un reato e siano per questo perseguibili penalmente.

Intanto, il movimento No Tav ha respinto qualsiasi legame con il gruppo terroristico, prendendone le distanze.

Redazione

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