Pupi Avati contro il Leone d’Oro a ‘Sacro Gra’: “Antitesi dell’arte”

Pupi Avati (Gareth Cattermole/Getty Images)

Dura critica del maestro del cinema italiano, Pupi Avati, nei confronti dell’assegnazione del Leone d’Oro della Mostra del Cinema di Venezia al film di Gianfranco Rosi ‘Sacro Gra’; ha sostenuto il regista di tante pellicole di successo: “Il Festival si è ridotto ad assegnare il primo premio ad un documentario, antitesi di quello che dovrebbe essere quest’arte. Il Leone d’Oro a un regista che non ha mai diretto un attore denuncia lo stato di crisi”.

Ha spiegato ancora Pupi Avati, intervenuto al festival letterario ‘Pordenonelegge – Festa del libro con gli autori’ per presentare la sua autobiografia “La grande invenzione”: “Il cinema ha il fiato corto, specie quello italiano di questi ultimi anni. I ragazzi vanno nelle multisale e lì scelgono blockbuster. Il cinema che abbiamo amato e che abbiamo cercato di fare è in caduta libera”.

Non sono le prime critiche che arrivano al lavoro di Rosi, cineasta che in passato ha lavorato a lungo negli Usa, tant’è che questi, in un’intervista al ‘Fatto Quotidiano’, aveva spiegato: “Se nei lavori precedenti ho filmato degli archetipi qui ho invece cercato una sfida narrativa precisa: non volevo una trama, né un inizio del racconto né una fine riconoscibili. E soprattutto non volevo che dei miei personaggi si sapesse o capisse nulla del loro passato, presente e futuro”.

Intanto, al box office, il film di Gianfranco Rosi ha avuto, nel primo giorno di programmazione, un discreto riscontro, con circa 30mila euro incassati, ma una media per sala di 510 euro, di poco dietro a ‘Rush’ di Ron Howard, che sfiora i 600 euro incassati per sala.

Redazione online