Strage a Nairobi, tra le vittime un somalo residente a Torino

Il centro commerciale di Nairobi dove si è consumata la strage (SIMON MAINA/AFP/Getty Images)

Sarebbero tutti fortunatamente in salvo i dieci italiani che si trovavano nel centro commerciale di Nairobi preso d’assalto nella tarda mattinata di oggi da un gruppo di uomini armati. Lo ha reso noto pochi minuti fa, con una breve nota, l’unità di crisi della Farnesina, che ha inoltre fatto sapere che sei connazionali erano usciti dal piano terra del mall prima che la situazione degenerasse, mentre erano quattro, e non due come detto poco prima gli italiani rimasti dentro l’edificio.

Poco fa, intanto, le agenzie di stampa hanno reso noto che tra i morti nell’assalto al centro commerciale ci sarebbe anche un somalo, residente a Torino e sposato con una donna italiana. La notizia non è stata al momento confermata dalla Farnesina, che continua a ribadire che non risultano vittime italiane. La donna era con il marito somalo, dal quale aspetterebbe anche una bambino, al momento dell’assalto, ma sarebbe riuscita a darsi alla fuga.

Tra coloro che erano rimasti nell’edificio ci sarebbe anche una missionaria laica orgidinaria del crotonese. Lo ha reso noto un quotidiano locale calabrese, che ha dato anche le generalità della donna: si tratta di Rita Caparra, 57 anni, nata a Cirò Marina, ma residente a Siderno. La donna è fisioterapista di professione e fa parte del gruppo delle Laiche Missionarie della Consolata, con il quale svolge attività di volontariato in Kenya. Nei momenti concitati dell’assalto era riuscita anche a postare delle foto su Facebook.

Si aggrava intanto il computo delle vittime: secondo la Croce Rossa, nell’assalto al centro commerciale ci sarebbero almeno venti morti e cinquanta feriti. Altri bilanci parlano di almeno trenta morti, numero che purtroppo sembra destinato a salire. E si fa sempre più strada la matrice terroristica dell’attacco armato; secondo il capo della polizia, Benson Kibue, citato dallo Standard Digital, il gruppo è composto da dieci persone armate che ha sparato indiscriminatamente. Un altro testimone ha raccontato: “Erano tutti con il volto coperto, non parlavano swahili, ma qualcosa che sembrava arabo o somalo. Ma non sono sicuro perchè non parlo queste lingue”.

Redazione online