Banda della Magliana: averi per 5mila euro sequestrati a Giuseppe Giagnoli

Agente della Divisione Italiana Antimafia (ROBERTO SALOMONE/AFP/Getty Images)

La banda della Magliana romana sembra – complici forse anche le trasposizioni letteraria e televisiva – ormai un fenomeno da annoverare nella storia recente del nostro paese. Le ultime notizie di cronaca, invece, attestano una presenza ancora permeante dell’organizzazione che controllò in mondo della malavita romana tra la fine degli anni Settanta e l’inizio dei Novanta. Proprio in queste ore la Dia capitolina ha condotto un’operazione di confisca dei beni a Giuseppe Giagnoli, storica copertura – secondo l’accusa – del boss maglianese Enrico Nicoletti.

Giagnoli è stato privato di averi per un totale di 5 milioni di euro distribuibili in case, automobili, terreni, esercizi commerciali di vario tipo. Stando a quanto sostenuto dagli inquirenti, l’uomo sarebbe stato al centro di una truffa condotta trami l’intermediazione delle proprie rivendite d’automobili. Sembra che, sempre secondo la Dia romana, Giagnoli imponesse a coloro che erano finiti vittima della sua usura, l’acquisto di autovetture a prezzi maggiorati rispetto a quelli di mercato. Proprio a causa della complessità del meccanismo che l’accusato avrebbe pensato, le autorità non sarebbero riuscite ad inquadrare subito l’arcano.

Giagnoli è stato individuato – sempre dalla Dia – come ipotetico prestanome di Nicoletti. Per quest’ultimo il proprietario di concessionarie avrebbe condotto traffici illeciti per la banda della Magliana ed avrebbe condotto attività di strozzinaggio.

 

Redazione online