Card. Bagnasco contro una crisi politica: “Irresponsabilità passerà al giudizio della storia”

Il cardinale Angelo Bagnasco (Getty Images)

Nel corso della sua prolusione al Consiglio Permanente dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha sostenuto: “Grande impegno viene profuso dai responsabili della cosa pubblica, ma i proclamati segnali di ripresa non sembrano dare, finora, frutti concreti sul piano dell’occupazione che è il primo, urgentissimo obiettivo. Ogni passo è benvenuto, ma l’ora esige una sempre più intensa e stabile concentrazione di energie, di collaborazioni, di sforzi congiunti senza distrazioni, notte e giorno. Ogni atto irresponsabile – da qualunque parte provenga – passerà al giudizio della storia”.

Riprendendo poi il tema del lavoro giovanile affrontato ieri da Papa Francesco, nel corso della sua visita a Cagliari, Bagnasco ha aggiunto: “Gli osservatori dicono che l’attuale indice di disoccupazione giovanile raggiunge il 37,3%, e tutti sappiamo che, senza opportunità, i giovani sono costretti a farsi emigranti, impoverendo giocoforza il Paese di giovinezza e di competenze. Per non dire di quanti vivono nella paura di perdere il posto di lavoro a breve”. L’alto prelato ha poi ricordato che “da Pastori non abbiamo ricette di ordine tecnico: ma sappiamo che la macchina del Paese ha un cuore e un motore. Ed è nostra ferma convinzione che sia la famiglia”.

Secondo Bagnasco, “la gente guarda attonita, teme che i suoi sacrifici vengano buttati via, e ogni giorno spera ancora che appaia qualche spiraglio realistico che faccia intravvedere il nuovo giorno; ma questo deve essere visto da tutti, non annunciato da pochi. Il patrimonio umano, che è la famiglia naturale, è un bene insostituibile e incomparabile che deve essere custodito, culturalmente valorizzato e politicamente sostenuto”.

Il presidente della Cei ha inoltre toccato il tema dell’omofobia, su cui si sta discutendo in queste settimane in Parlamento, dopo l’approvazione dei giorni scorsi alla Camera dei Deputati: “Nessuno discute il crimine e l’odiosità della violenza contro la persona, qualunque ne sia il motivo: tale decisa e codificata condanna – coniugata con una costante azione educativa – dovrebbe essere sufficiente in una società civile”. Aggiunge però Bagnasco: “In ogni caso, per lo stesso senso di civiltà, nessuno dovrebbe discriminare, né tanto meno incriminare in alcun modo, chi sostenga ad esempio che la famiglia è solo quella tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, o che la dimensione sessuata è un fatto di natura e non di cultura”.

Infine sull’immigrazione: “Non possiamo dimenticare la recente visita del Papa a Lampedusa, meta di disperazione e di speranza per molti. Essa ha riproposto la logica delle beatitudini e del giudizio davanti a Dio – ‘ero straniero e mi avete accolto’ – e ripresenta alla coscienza europea un dramma che nessuno Stato membro può eludere: Lampedusa – e in genere l’Italia – è la porta dell’Europa, cioè la porta di casa”.

Ha concluso Bagnasco: “Il Papa ha sollecitato le Nazioni più ricche a riconsiderare le ferite di molti popoli senza girare lo sguardo dall’altra parte, come accadde nella parabola del samaritano. Si tratta di giustizia e di solidarietà, ma anche di intelligenza: fino a quando tanti squilibri e sofferenze?”.

Redazione online