Gianni Cuperlo: “Le polemiche logorano i nostri iscritti, facciamola finita”

Gianni Cuperlo (Screenshot Skytg24)

Prosegue nel Partito Democratico il dibattito in vista del congresso, fissato per il prossimo 8 dicembre. Poco fa, è intervenuto sull’argomento il candidato alla segreteria del partito, Gianni Cuperlo, che ha sostenuto: “Io penso sia arrivato il momento di farla finita con le dichiarazioni e le polemiche sulle regole che ci devono portare al prossimo congresso. Sono certo che Guglielmo Epifani, Davide Zoggia e chi sta lavorando per affrontare e risolvere le questioni aperte sapranno trovare la soluzione che ci deve portare a svolgere le primarie per il segretario l’8 dicembre. La prossima riunione della Direzione armonizzi i tempi e fissi il percorso che ci deve portare a quella data”.

Ha aggiunto Cuperlo: “Con questa discussione, stiamo logorando la pazienza dei nostri iscritti e dei nostri elettori che non ci capiscono più. E’ ora di mettere al centro della nostra discussione il futuro del Pd e del paese e le questioni che interessano da vicino le famiglie, le imprese, i lavoratori e i cittadini italiani. Mi auguro che che sia possibile farlo il piu’ in fretta possibile”.

Il segretario del Pd Guglielmo Epifani, intervenendo alla Festa del Pd a Modena, è tornato sull’argomento, sostenendo: “Il Pd non è nel caos, perché all’Assemblea abbiamo deciso due cose: la prima è la data del congresso, che è decisa e quella resterà. La seconda è che abbiamo approvato – perché non c’era bisogno della maggioranza qualificata – un documento dove sono scritti il percorso e le modalità con cui si farà il congresso, compreso il non automatismo tra segretario e candidato premier”.

Non è dello stesso parere Matteo Renzi, che stamattina a ‘Omnibus’, contenitore politico di LA7, ha tuonato: “Non farò la foglia di fico. O uno di noi, chiunque sia, viene chiamato a fare un progetto di cambiamento radicale, o non si va da nessuna parte. Il giochino di alcuni era: il Pd lo teniamo noi e tu fai il premier. A me non interessa fare il premier in sé, voglio cambiare l’Italia. E il Pd deve essere lo strumento per cambiare l’Italia. Se invece resta lo strumento per cambiare le regole del congresso mi cadono le braccia”.

Redazione online